Ponente Varazzino


1 Set 2006

La chiesa di San Nazario: parte seconda

Filed under: E: GALLERY,NEWS DA VARAZZE — Comitato Ponente Varazzino @ 11:59

PonentevazzinoNews

Varazze, 1.09.2006.

Parrocchia di San Nazario e Celso

sannazario.jpgLa Chiesa costruita dai monaci lirinesi intorno al 1141, era ampia come l’attuale: di stile romanico, rivestita in massima parte anche all’interno di mattoni senza intonaco di calce. I sei pilastri delle navate erano a otto angoli, mentre nel Sancta-Santctorum, i pilastri erano costituiti da un fascio di quattro colonne di mattoni che proseguivano oltre il capitello di pietra, nei quattro archi.

Fra queste quattro colonne maggiori, c’erano quattro colonnine sottili di mattoni rotondi che proseguivano a costoloni nella volta e s’incontravano al centro in una croce di pietra
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Sulle pareti, ai lati dell’altare maggiore ci sono due grandi tele di scuola fiamminga dipinti intorno alla metà  del 600, nell’ultimo periodo della guerra dei trent’anni: la prima è un quadro votivo “devozione a Cristo”, la seconda, raffigura il Patrono della città  Beato Jacopo da Varagine arcivescovo di Genova dal 1292 al 1298.

Nel 1646, la città  con pubblico e solenne voto, proclamava il Beato Jacopo a suo protettore e decretava di adempiere al voto fatto in occasione di pestilenze e guerre, facendo dipingere un quadro da collocarsi come icona sopra l’altare di Santa Caterina da Siena di recente costruzione. La tela, di un pittore Mestrese,raffigurava in alto la SS.Trinità , sotto da un lato un Angelo con fulmini di punizione e dall’altro la SS.Vergine che addita Santa Caterina da Siena e il Beato Jacopo da Varagine, più in basso, in atto di intercedere per la città , che si vede sullo sfondo. L’antica facciata di linee romanico-gotiche, sembra che avesse una trifora con colonnine e ornamenti di archetti in cotto sormontati da un arco più ampio.

Nel 500, si murò la trifora, e per dare luce all’interno, venne sostituita con una finesta a trifoglio, posta più in alto. La parte rimasta libera venne decorata con un affresco. Negli anni si imposero restauri e revisioni; fino a quello radicale del 1961. All’interno gli affreschi, le dorature e gli ornati, il battistero tornano agli antichi splendori. La facciata viene completamente restaurata pur conservando l’antica architettura. Nel 1925 viene sostituito il vecchio organo con uno nuovo e moderno ricco di registri fabbricato dalla ditta Mordeglia di Celle Ligure e collaudato con soddisfazione di tutti.

I santi titolari

Il culto dei nostri santi Titolari e Patroni inizia col fatto storico del ritrovamento dei loro corpi. NCupolael trienni 395-397 Sant’Ambrogio trovò a Milano, in un orto fuori città  il corpo dei due martiri. Il fatto è narrato da San Paolino che scrisse la vita di S.Ambrogio e fu testimone oculare. Fiorì da allora la leggenda riportata dal Beato Jacopo nel suo celeberrimo libro: Leggenda Aurea.

Culto e leggenda hanno fornito lo spunto per gli eccellenti affreschi che impreziosiscono la chiesa, uno di questi affreschi decora il “catino” e raffigura la predicazione dei due Evangelizzatori della Liguria. Ritto su uno scoglio S.Nazario parla ad una folla di gente accorsa ad ascoltare la buona novella contenuta nel libro che S.Celso, vicino a lui tiene fra le mani. Nelle vicinanze una barchetta resta in attesa di partire per un altro viaggio. Lo sfondo del dipinto segna un promontorio, la punta dell’Aspera a significare la predicazione di San Nazario ai varazzini.
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L’affresco della navata centrale rappresenta il martirio del Santo, il quale con un ginocchio a terra e il volto e le mani rivolte al cielo in atto di olocausto, attende il colpo mortale. Inginocchiato a fianco, la figura di un giovanissimo con le braccia incrociate sul petto, il collo piegato in attesa del martirio. Alla calma e serenità  sprigionata dalla figura dei due martiri, fa contrasto la brutalità  dei carnefici.

I parrocchiani di San Nazario parteciparono attraverso i secoli, alla vita della parrocchia facendosi carico di riparare i danni fornendo manodopera gratuita, di assistere gli infermi, istruire i bambini insegnando loro il catechismo e nonostante la carenza di mezzi, organizzare la festa patronale.

Nonostante San Nazario sia sempre stato un borgo di pescatori prima e un quartiere industriale poi, la scarsità  di mezzi, non ha mai fatto mancare l’appoggio alla parrocchia e al suo Parroco. Oggi che le cose vanno decisamente meglio di un tempo, troviamo lo stesso conforto nel silenzio della nostra chiesa che, ricca di storia ci accoglie immutata nei momenti lieti o dolorosi della nostra vita.

Notizie storiche ricavate dal libro: La Parrocchia dei Santi Nazario e Celso, di Tito da Ottone a cura di Don Giovanni Giusto Prevosto. Testo sottoposto alla supervisione del nostro Parroco don Giuseppe Perucca, che ringraziamo.

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