Ponente Varazzino


21 Luglio 2007

Varazze e i tetti in lastre d’Eternit con fibre d’amianto

Filed under: - Pericolo Amianto,Ambiente,NEWS DA VARAZZE — Comitato Ponente Varazzino @ 01:22

Comitato spontaneo di quartiere “Ponente Varazzino e dintorni
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Varazze, 19.07.2007.

tetto_s_nazario.jpgPonentevarazzinoNews

Tetti in lastre di “Eternit” con fibre d’amianto

“Nel settore delle costruzioni civili l’amianto è stato utilizzato per parecchi anni in modo diffuso; infatti, troviamo la presenza di questo minerale in molti componenti edili quali:
– lastre ci cemento-amianto per coperture (Eternit);
– tubi per acquedotti (fibrocemento);
– canne fumarie (fibrocemento);
– serbatoi per contenere acqua o altri liquidi (fibrocemento);
– coibentazione di tubi di riscaldamento e di centrali termiche;
– intonaci con presenza d’amianto floccato per aumentare la resistenza al fuoco e rendere l’ambiente fonoassorbente;
– rivestimento su superfici metalliche per aumentare la resistenza al fuoco;
pavimenti in linoleum (vinilamianto).” ““

Esempio esplicativo di tumore polmonare, clicca sull'immagine per l'esperimento. La notizia ripresa dai media online, in seguito alla pubblicazione di due video su “Youtube” da parte di alcuni abitanti di Varazze, ha suscitato reazioni e preoccupazioni in molti varazzini, che ci hanno contattato per sollecitare un nostro intervento. Le richieste e segnalazioni ci hanno convinto della necessità  d’acquisire un minimo di conoscenza tecnico-giuridica, per poter fornire una corretta informazione, cercando di evitare inutili allarmismi e assumendo, nel frattempo, adeguate iniziative in caso di reale pericolo.

Nella nostra città  ci sono ancora molti tetti ricoperti in lastre di “Eternit”, “un manufatto cementizio, nel quale l’amianto è legato in una matrice compatta, e le sue protne_amianto.jpgfibre non tendono a disperdersi nell’atmosfera, se non sono sollecitate da agenti meccanici.” La presenza di questi manufatti come pure canne fumarie, triestini e lastre per la coibentazione, non deve preoccupare a prescindere. Sono, invece, necessarie una serie di misure cautelative, che diano garanzie a chi abita nelle vicinanze o deve eseguire lavori in prossimità  o direttamente a contatto con tali oggetti.

La legge vigente ha individuato nel proprietario dell’immobile, o amministratore condominiale, il responsabile delle denunce, relazioni e aggiornamenti periodici da presentare all’Autorità  Sanitaria Locale, sullo stato di conservazione dei manufatti, precisando anche quando devono intendersi pericolosi per la salute, dando istruzioni sulle iniziative d’adottare per il risanamento o per la rimozione e smaltimento in sicurezza, quando necessario. I moduli predisposti da Asl e comuni, per denunce ed aggiornamenti, sono reperibili presso i competenti uffici di tutela ambientale, o presso la sede Asl di via Manzoni a Savona.

indne-ambientale.jpgE’ opportuno evidenziare che, le omesse denunce sulla presenza di manufatti contenenti fibre d’amianto, lo stato di conservazione e successivi periodici aggiornamenti, come pure la valutazione del rischio d’intervento in caso di ristrutturazioni e riparazioni varie, sono sanzionate pesantemente, sia sotto il profilo civile sia penale.

“Copia della documentazione tecnica e dei rapporti annuali dovranno essere inviati, nel caso in cui sia individuato amianto in un edificio, all’Azienda USL competente per territorio affinché i dati siano inseriti in un apposito registro. Le imprese incaricate di eseguire lavori di manutenzione negli edifici sono, infatti, tenute ad acquisire, presso la stessa Azienda USL, tutte le informazioni necessarie per tutelare la salute dei propri lavoratori e degli occupanti dell’edificio.”

esprotne-amianto.jpgI minerali, che costituiscono le fibre d’amianto, rappresentano un pericolo per la salute, quando sono inalate durante la normale respirazione. Questa condizione si può verificare in occasione della manipolazione dei minerali o dei manufatti che lo contengono, oppure nel caso siano diventati friabili per l’usura e sottoposti a sollecitazioni, che possono essere di varia natura: vibrazioni, urti, crolli, vento. Le correnti d’aria, anche minime, sono il naturale vettore per le “nocive” particelle di minerale che, fino a pochi anni addietro, costituiva una risorsa primaria, per garantire il benessere ambientale nelle abitazioni, sui mezzi di trasporto e per tante altre applicazioni.

Studi e verifiche, effettuate dalle Autorità  Sanitarie, hanno riscontrato che “La semplice presenza di una copertura in “˜Eternit’ non genera localmente un aumento dell’inquinamento di fondo delle fibre di amianto “aerodisperso” e pertanto non sussiste un maggior rischio di “mesotelioma pleurico” rispetto a quello a cui tutta la popolazione di quella zona è soggetta.” Continuando la nostra ricerca abbiamo appreso che, il DM del 06.09.94, e successivi, prevedono una serie d’obblighi nell’effettuare lavori di ripristino della funzionalità  delle coperture. Procedure tese a limitare l’aerodispersione delle fibre, garantendo la tutela della salute di chi lavora e di chi vive nei luoghi circostanti.

Dopo esserci documentati e avere eseguito un’indagine sul territorio, ci siamo resi conto che la portata della problematica in esame è tale, per la sicurezza ambientale e tetto-amianto.jpgvalenza socio-economica, da richiedere un intervento qualificato e responsabile, che può essere garantito solo dai Responsabili Tecnici della Pubblica Amministrazione e dai Politici Varazzini, soprattutto per quanto riguarda i controlli dello stato d’usura e sulle misure che sono adottate in occasione dei lavori di ripristino, demolizione e smaltimento degli stessi.

Consapevoli dell’importanza che l’argomento riveste invitiamo, quanti si sono rivolti a noi e tutti quelli che ci seguono, a non drammatizzare e attendere l’esito dell’indagine che chiediamo ai competenti Pubblici Uffici. Se il problema esiste, come dimostra il recente sequestro operato ad Imperia, di due tonnellate d’Eternit trasportato su un camion non idoneo e privo della necessaria autorizzazione, è da ricercare prevalentemente nel mancato rispetto delle normative in vigore, la manipolazione senza le previste precauzioni, l’occultamento all’interno dell’intercapedine degli stessi edifici, lo smaltimento in discariche abusive o nei normali cassonetti dei rifiuti.

Riportiamo alcuni consigli e siti che trattano l’argomento:

Eternit”¦ che cosa fare?

discarica-abusiva.jpgPer evitare inutili allarmismi si precisa che i maggiori pericoli di esposizione avvengono nella manipolazione dei manufatti dove per rotture, abrasioni e urti viene meno la funzione del legante.
Per questi motivi le coperture o altri manufatti in buone condizioni possono rimanere al loro posto e nel solo caso di manutenzioni o rimozioni necessitano attenzioni particolari per la tutela dell’ambiente e dei lavoratori.
Al momento non vi è obbligo di rimozione, devono però essere mantenuti in buono stato di conservazione.
Non è consentita il commercio, la vendita e neanche il riutilizzo delle parti rimosse.
I materiali rimossi sono considerati rifiuto pertanto devono essere conferiti in discarica autorizzata. (Non sono lecite altre tecniche di smaltimento quali interramento, rilevati stradali, incenerimento, etc. )

Divisione Edilizia Ecologica – ECO DOMUS – agenti inquinanti – Fibre d’amianto

Precauzioni

amianto.JpgFumare costituisce un aumento del rischio in quanto il fumo di sigaretta potenzia notevolmente gli effetti pericolosi dell’amianto.
Verificare i materiali da costruzione e di finitura della casa. Far provvedere alla rimozione dei componenti che contengono amianto.
Evitare di rimuovere personalmente vernici o elementi contenenti amianto: le operazioni di rimozione vanno condotte da specialisti e con grandi precauzioni e i materiali rimossi vanno smaltiti come rifiuti speciali secondo le indicazioni delle Asl della zona.
Per le grandi strutture (tetti o grandi edifici) questi interventi possono rivelarsi molto costosi: in alternativa è possibile “congelare” le fibre di amianto, impedendone cosଠl’aerodispersione, con trattamenti “incapsulanti”, effettuati con spruzzature di materiali che solidificano imprigionando al loro interno le fibre.
Sono da preferire i trattamenti caratterizzati da due strati di colore diverso: l’affiorare del colore nascosto segnala la necessità  di un nuovo intervento di manutenzione.

Firmato: Il direttivo

1 commento »

  1. […] a Senigallia ma è comune a molte realtà come dimostra per esempio questo sito siciliano e questo blog in quel di Varazze dove addirittura sono linkati due video dimostrativi della […]

    Pingback di victorcice » Eternit! — 23 Dicembre 2007 @ 18:10

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