Ponente Varazzino


24 giugno 2008

Varazze – Pericolo amianto – Conosciamolo per trattarlo in sicurezza – H –

Filed under: - Pericolo Amianto,Ambiente,NEWS DA VARAZZE — Comitato Ponente Varazzino @ 21:33

Comitato spontaneo di quartiere “Ponente Varazzino e dintorni”
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Varazze, 24.06.2008.

PonentevarazzinoNews

pforster-blogspot08.jpgPericolo amianto – Conosciamolo per trattarlo in sicurezza – H –

Continua il nostro impegno nella ricerca di notizie sull’argomento in discussione, perché convinti sia necessario parlarne per mantenere vivo l’interesse su questo subdolo “killer”.

Negli ultimi mesi non abbiamo pubblicato nuovi post perché diversamente impegnati, ma ecco che la notizia del ritrovamento di una discarica abusiva a Ceriale con lastre di eternit, pubblicata dai quotidiani ed  inviataci da un sostenitore, e più segnalazioni di ritrovamento nei cassonetti R.U. della città  di detriti edili contenenti pezzature varie di manufatti con fibre d’amianto, ci ha convinti a riprendere subito il lavoro momentaneamente sospeso.

Raccomandiamo a tutti di segnalarci casi sospetti e di denunciarli alle forze dell’ordine. La maggior parte dei casi si verificano per ignoranza degli operatori, professionalmente non preparati e all’oscuro del pericolo che corrono e fanno correre, pochi altri sono invece veri atti criminali perpetrati da persone coscienti e spinte dall’ingordigia e poco rispetto per la vita propria ed altrui.

La Regione Piemonte ha istituito un Centro Regionale per la ricerca, sorveglianza e prevenzione dei rischi da amianto, con sede a Casale Monferrato, per evidenti ragioni di “merito”.

Lo segnaliamo perché riteniamo sia importante sapere che esiste, e sarà  interessante seguirne il lavoro e le relazioni che periodicamente pubblicherà  online. Con la speranza che tra quanti seguono le nostre news ci siano tanti operatori del settore, che sono poi i più esposti, spesso inconsapevoli del rischio che corrono ogni giorno.

Riportiamo alcune relazioni trovate online ed altre prese dal sito ufficiale della Regione Piemonte, al quale vi rimandiamo per approfondimenti, allo scopo di prendere coscienza delle complicate e dolorose conseguenze, se si trascurano le norme di sicurezza previste per chi è esposto al “pericolo amianto”:

In Piemonte istituito un Centro per prevenire le malattie legate all’amianto

“Nasce in Piemonte il Centro regionale per la ricerca, la sorveglianza e la prevenzione dei rischi da amianto, la cui sede sarà  collocata a Casale Monferrato. Il Centro dovrà  perseguire: la salvaguardia e la tutela della salute rispetto all’inquinamento da fibre di amianto; la promozione della rimozione dei fattori di rischio indotti dall’amianto; il sostegno alla ricerca e alla sperimentazione nel campo della prevenzione e della terapia sanitaria; la promozione di attività  di ricerca e la sperimentazione di tecniche per la bonifica e il recupero dei siti contaminati; la promozione di iniziative di educazione e informazione mirate a ridurre il rischio amianto.

Per il conseguimento di queste finalità , il Centro di Casale avrà  come compiti principali l’aggiornamento e la gestione del Piano regionale amianto, la pianificazione strategica delle attività  di ricerca sull’epidemiologia, la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle patologie legate all’amianto, nonché il coordinamento nazionale dei progetti su questo tema del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (CCM) del Ministero della salute. Regione Piemonte – di Roberta Camisasca – 07-08-2007.”

Dal sito ufficiale della Regione Piemonte – Assistenza di base e ospedaliera

Amianto: riunione a Torino sul Centro regionale per la ricerca, a sorveglianza e la prevenzione dei rischi.

L’assessore regionale alla tutela della salute e sanità , Eleonora Artesio, ha incontrato questo pomeriggio, insieme ai tecnici dell’Assessorato regionale all’ambiente e dell’Arpa, i rappresentanti della Provincia di Alessandria, del Comune di Casale Monferrato, dell’Asl AL, delle Associazioni Familiari Vittime Amianto e delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL per discutere della costituzione dell’organismo di gestione del “Centro regionale per la ricerca, la sorveglianza e la prevenzione dei rischi di amianto”.

A seguito dell’ incontro avvenuto nelle scorse settimane a Casale Monferrato “ha dichiarato Artesio” che ha di fatto ufficializzato l’insediamento del Centro, è fondamentale ora perseguire due obiettivi. Il primo riguarda naturalmente la costituzione del comitato di gestione, tenendo presente anche le richieste maturate in ambito locale, il secondo, invece, deve prevedere il passaggio dalla definizione degli obiettivi della struttura alla stesura di un vero e proprio programma di attività.

Con delibera del 3 agosto 2007, la Giunta aveva definito le principali funzioni del Centro, ulteriormente esplicitate dal gruppo di lavoro appositamente costituito che comprendeva tecnici degli Assessorati regionali coinvolti, dell’Arpa, dei servizi di epidemiologia dei tumori e degli SPReSAL.

Le linee di indirizzo che il Centro dovrà  perseguire  – ha ricordato Artesio – vanno in tre direzioni: la gestione ordinaria e straordinaria delle problematiche correlate all’amianto, anche rispetto alla questione delle bonifiche delle aree a rischio e della sicurezza sui luoghi di lavoro, la sorveglianza epidemiologica sugli ex esposti e sulla popolazione di Casale e il coordinamento nazionale dei progetti su questo tema del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (CCM) del Ministero della salute. Il tema della ricerca sarà  sicuramente affrontato, ma il Centro avrà  il compito di orientare le attività  esistenti e quelle che saranno avviate in futuro.

L’incontro ha, inoltre, portato all’individuazione del Comune di Casale Monferrato quale capofila del percorso di attivazione del progetto, attraverso la valutazione delle altre realtà  regionali “enti, associazioni e istituti” che operano sul tema dell’amianto e la stesura di una bozza organizzativa del comitato di gestione. Sarà  invece l’Asl di Alessandria, in sinergia con tutti i soggetti coinvolti, a definire in termini più concreti il programma di lavoro. Spetterà  alla Regione Piemonte, infine, determinare la composizione del comitato scientifico, valutando anche tutte le strutture già  esistenti che possono fornire competenze utili al raggiungimento degli obiettivi comuni.

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Fattori predisponesti
“Qualsiasi condizione dovuta al patrimonio genetico, all’umore, alle abitudini, all’habitat del paziente che lo rendono più vulnerabile rispetto a determinate patologie.
Associati ai fattori di rischio favoriscono l’insorgere di queste malattie.”

Fattori di rischio
“Condizioni ereditarie o acquisite che in associazione con fattori predisponenti aumentano notevolmente le possibilità  che insorga una determinata patologia. L’anamnesi personale e famigliare del paziente è diretta a evidenziare probabili fattori di rischio.”

Anamnesi
“Raccolta dettagliata di tutte le notizie relative alla vita del paziente e della sua famiglia, alle malattie passate, alle modalità  d’insorgenza e di decorso della malattia in atto. Riveste una fondamentale importanza per orientare correttamente la diagnosi del medico. Secondo le procedure classiche l’anà mnesi viene suddivisa in familiare, fisiologica, patologica remota, patologica prossima.

L’anà mnesi familiare ha lo scopo di raccogliere notizie sullo stato di salute e sulle cause di morte nella famiglia del paziente: nonni e genitori (ascendenti), zii, fratelli, cugini (collaterali), figli, nipoti (discendenti). L’anà mnesi familiare costituisce la prima chiave per diagnosticare malattie ereditarie e permette altresଠdi avviare un programma di sorveglianza per i soggetti a rischio di sviluppare determinate malattie a carattere familiare (per esempio, diabete, alcuni tumori).

L’anà mnesi fisiologica comprende informazioni sulle principali funzioni fisiologiche dalla nascita al momento della visita (parto, allattamento, primo sviluppo psicofisico, pubertà , attuali condizioni delle funzioni intestinali e urinarie, appetito, cicli mestruali, aspetti passati e presenti della vita di relazione come l’espletamento del servizio di leva ecc.). L’anà mnesi patologica remota indaga sulle malattie sofferte: nel novero delle informazioni vanno inserite anche quelle relative a interventi chirurgici, incidenti, allergie ecc.

L’anà mnesi patologica prossima si concentra sui motivi che hanno condotto il paziente al consulto del medico (come e quando si sono manifestati i disturbi, caratteristiche della sintomatologia ecc.). La raccolta dell’anà mnesi rappresenta un momento ineliminabile nella pratica medica, che integra il ricorso a tecniche diagnostiche e a esami di laboratorio sempre più sofisticati: un’anà mnesi accurata non solo serve a indirizzare e a rendere più efficace l’uso degli strumenti diagnostici tecnici, ma soprattutto costituisce il primo importante e delicato momento di incontro fra il paziente e il suo medico.”

Firmato: Il direttivo.

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