Comitato spontaneo di quartiere “Ponente Varazzino e Dintorni“
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Varazze, 26.08.2008.
PonentevarazzinoNews
Liberiamoci degli imballaggi
Da tempo ci stiamo documentando sull’incidenza degli imballaggi sul costo finale dei prodotti, come pure delle varie e molteplici iniziative intraprese nel paese, per diminuire il quantitativo di rifiuti costituiti da bottiglie, flaconi e contenitori in materiale plastico di difficile recupero e molto inquinante, sia per la realizzazione prima e sia per lo smaltimento dopo l’uso.
Sono veramente molti quelli che si stanno interessando del problema: aziende private, associazioni e anche alcune Regioni. Questo ci fa ben sperare per il futuro e conferma che abbiamo un problema da risolvere; collaboriamo tutti insieme prendendone prima coscienza e poi cercando di sensibilizzare quante più persone possibile.
Riportiamo l’articolo di “La Stampa” che ci ha convinti a parlarne, anche se solo accennandolo, nell’incontro dibattito sulla gestione dei rifiuti che si terrà a San Nazario il 4 settembre 2008, e altre news travate on line, per dare a chi interessato la possibilità di approfondire l’argomento e prepararsi al pubblico confronto.
Da “La Stampa“ – Prezzi, le confezioni pesano fino al 30 per cento sulla spesa
La denuncia della Coldiretti: il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio, con i due terzi del totale, è l’agroalimentare
Gli imballaggi pesano sulle tasche e sull’ambiente «fino al 30 per cento sul prezzo industriale di vendita degli alimenti». àˆ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che è soprattutto l’agroalimentare, con oltre i 2/3 del totale, il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio.
«Gli imballaggi gettati nella spazzatura – sottolinea la Coldiretti – sono aumentati dal 2000 ad oggi di oltre 1 milione di tonnellate (+9 per cento) anche se è cresciuta oltre il 66 per cento la percentuale di riciclaggio».
Nell’alimentare spesso il costo dell’imballaggio supera quello del prodotto agricolo in esso contenuto, «come nel caso dei fagioli in scatola – specifica coldiretti – dove l’imballaggio incide per il 26 per cento sul prezzo industriale di vendita, mentre per la passata in bottiglia da 700 grammi si arriva al 25 per cento, per il succo di frutta in brick al 20 per cento e per il latte in bottiglia di plastica sopra il 10 per cento».
Coldiretti, dunque, consiglia di adottare comportamenti di acquisto consapevoli al momento di fare la spesa e favorire il consumo di prodotti che non producono imballaggi come l’acquisto diretto nelle aziende agricole o nei distributori di vino o di latte sfusi che consentono di risparmiare fino al 40 per cento rispetto al normale prezzo del latte fresco in vendita.
Tutto questo anche «con il vantaggio – continua la Coldiretti – di riutilizzare il contenitore impiegato senza dover gettare nell’immondizia le 57 bottiglie di latte che consuma in media ogni italiano durante l’anno».
La lista dei distributori di latte fresco è disponibile sul sito www.coldiretti.it ma esistono anche furgoni mobili e «il prossimo obiettivo – precisa la Coldiretti – è quello di superare alcuni vincoli amministrativi presenti per garantire l’opportunità di gustare il latte fresco anche nei luoghi pubblici come le scuole, gli uffici, gli ospedali e le mense».
Attualmente sono ben 57.530 le stalle, le cantine, e i casali dove acquistare direttamente, secondo il rapporto dell’Osservatorio sulla vendita diretta delle aziende agricole (www.campagnamica.it), e sono ormai decine in quasi tutte le Regioni i mercati degli agricoltori promossi dalla Coldiretti che consentono di «risparmiare» sugli imballaggi.
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Da “Rifiutinforma” – Regole e consigli pratici per ridurre gli imballaggi e non acquistare rifiuti
Cercate di RIDURRE GLI SPRECHI comperando ciò di cui AVETE BISOGNO e scegliendo il contenitore più ECOLOGICO, quello con meno strati di carta e plastica.
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Da “Locchio“ – Ambiente, come ridurre gli imballaggi
I comportamenti dei consumatori determinano le scelte di fornitori e distributori – Contribuire alla salvaguardia dell’ambiente con acquisti meno ingombranti, che sono amici della salute e degli spazi domestici.
Ricordate il camioncino del latte porta a porta? Lontano erede del triciclo a pedali con cui il garzone passava a versare la bevanda appena munta nel pentolino delle massaie. Il furgone carico di schiumanti bidoni di latta che trasborda clandestini gli Aristogatti e che fino a qualche decennio fa dava la sveglia a molte famiglie italiane, nella memoria dei giovanissimi oggi non esiste neppure. Ma potrebbe tornare di moda. Magari in versione agguerrita “di-spenser mobile per latte crudo alla spina”.
Il ritorno al futuro del vecchio sistema di distribuzione è solo una delle tante novità che, come il supermercato intelligente e il farmer market (acquisto diretto dal produttore), stanno rapidamente trasformando le abitudini al consumo dei cittadini più sensibili all’ambiente. La rivoluzione della spesa parte da un’assoluta proprietà : ridurre gli imballaggi. Le scatole cinesi di pacchi, sacchetti e sacchettini in cui vengono avvolti i prodotti che acquistiamo ogni giorno costituiscono il 60% del volume dei rifiuti urbani e il 40% del loro peso. Come se non bastasse, incidono per il 30% sui prezzi e contribuiscono al surriscaldamento del pianeta perché all’aumento del volume delle merci corrisponde l’aumento dei trasporti necessari alla distribuzione.
Nel 2007 sono state 12 milioni e 452 mila le tonnellate di imballaggi immessi al consumo, di cui 8,5 (pari al 67,7%) sono state reinvestite nel riciclo e nella termovalorizzazione. Mentre il sistema di recupero è oramai avviato e in progresso costante, cresce invece il problema della riduzione alla fonte nell’impiego dei materiali. La parte del leone spetta a chi realizza, vende e compra imballaggi, ma il coltello dalla parte del manico lo abbiamo noi consumatori, che con il nostro comportamento determiniamo le scelte di fornitori e distributori.
Prestando attenzione alle caratteristiche di confezionamento e packaging dei prodotti che mettiamo nel carrello possiamo tutti contribuire a diminuire l’impiego di plastiche e alluminio, materie prime e carburanti per il trasporto. Acquisti meno ingombranti sono amici della salute e degli spazi domestici; alleggeriscono il pianeta ma non il portafogli. Ecco alcuni consigli per orientare la nostra spesa in direzione della sostenibilità . Senza perdersi tra involucri fashion e seducenti flaconi, bottiglie sempre più contorsioniste e mille altre “novità ” in confezioni d’appeal.
Acqua e bevande
Facciamo caso ai tappi e al materiale delle bottiglie. Il vetro è meglio della plastica perché recuperabile come vuoto e infinitamente riciclabile a bassi costi energetici; inoltre conserva meglio temperatura e proprietà organolettiche di ciò che berremo. Ma poiché la maggior parte delle bibite sono imbottigliate in plastica cerchiamo almeno il tappo a 3 principi unito al collo della bottiglia, che riduce di 2 grammi il peso della confezione permettendo un risparmio annuo di 7000 tonnellate di materia prima.
Banco frigo e surgelati
Prendiamo lo yogurt in vasetti singoli di vetro; lasciamo invece perdere le coppe di plastica ricoperte da stagnola e tenute insieme dai cartoni. Non lasciamoci tentare dalle vas-chette di polistirolo in cui salumi e formaggi sono stati già confezionati, ma dirigiamoci fermi al banco per farci servire prodotti più freschi e leggeri. Tra i surgelati scegliamo sempre le scatole meno voluminose e le buste con film plastico più sottile.
Reparto ortofrutticolo
Munirsi di shopper riutilizzabili e scegliere i prodotti sfusi. Il cellophane che riveste mix d’insalate già lavate e pronte all’uso è plastica in più da smaltire e può arrivare a costarci 4 volte più del prodotto. Optiamo per frutta e verdura locali e di stagione, che sono sempre più salutari e che possono essere acquistati al dettaglio riducendo al minimo i materiali d’imballaggio. Primizie, frutti esotici e ortaggi fuori stagione in genere viaggiano migliaia di km prima di arrivare alle nostre tavole, moltiplicano le risorse necessarie all’imballatura e i problemi di smaltimento, immettono gas serra in atmosfera.
Conserve e scatolame
Schiviamo le lattine di alluminio, che vengono realizzate con grande dispendio di suolo e scarsa efficienza energetica, oltre a deteriorare proprietà e sapore dei cibi. Evitiamo anche le classiche merendine avvolte in carta pieghettata, chiuse in sacchetti monodose, radunate in scatole con separé interni di cartone e infine confezionate in busta: esempio da manuale di spreco inutile di materiali.
Oggetti domestici ed igiene della casa
Limitiamo il più possibile l’acquisto di prodotti usa e getta come piatti e bicchieri di plastica, o almeno scegliamo le stoviglie biodegradabili o realizzate con materiali di riuso. Per scottex e carta igienica orientiamoci sul packaging salvaspazio che riduce imballi e trasporti. Abituiamoci ad utilizzare le ricariche e i detersivi concentrati che permettono di risparmiare sulla plastica del confezionamento. Più in generale, abituiamoci ad osservare i flaconi e fustini in cui ci portiamo a casa detergenti di ogni tipo e che finiranno presto nel bidone delle immondizie: che siano il più possibile modesti, biodegradabili e con etichettatura ecologica.
Reparto salute e bellezza
Evitiamo multipack e preferiamo invece shampoo, bagnodoccia e creme in contenitore singolo. Sce-gliamo sempre dentifrici in tubetto: gli astucci esterni che buttiamo via subito dopo l’acquisto aumentano il peso degli imballaggi del 19%, pari a circa 3 tonnellate di cartone l’anno. Luisa De Paula.
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Da “helpconsumatori“ – AMBIENTE. Detersivi alla spina, pasta sfusa e meno imballaggi nei supermercati di Parma - 29/07/2008.
Facendo la spesa a Parma, da settembre, si potrà contribuire a ridurre il peso dei rifiuti sull’ambiente. Nei supermercati sarà possibile comprare detersivi alla spina, riso e pasta sfusi, bottiglie d’acqua con vuoto a rendere e prodotti vari senza imballaggi o con confezioni biodegradabili, con vantaggi per i consumatori. Tre delle più importanti catene della grande distribuzione italiana, Coop Nordest, Conad Centro Nord e Gruppo Realco (Sigma) che, nel territorio di Parma coprono il 67% dei punti vendita presenti, hanno firmato un protocollo di intesa con il presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli.
L’accordo in questione è libero, aperto ad ulteriori adesioni, e ognuno, a partire dalla propria organizzazione e dalle proprie esigenze, deciderà di mettere in pratica alcune delle azioni virtuose previste dal protocollo. L’accordo stabilisce obiettivi e attiva una serie di azioni per la riduzione i rifiuti, ma anche buone pratiche ambientali a 360°. Tra le azioni di riduzione dei rifiuti, i punti vendita possono decidere di vendere detersivo o altri prodotti alla spina, acqua o altre bevande con vuoto a rendere, prodotti sfusi come pasta, riso, cereali o frutta secca in specifici “Ecopunti” segnalati all’interno dei supermercati, pannolini riutilizzabili. Inoltre sono previste azioni per ridurre gli imballaggi relativi al banco del fresco e per recuperare l’invenduto attraverso l’adesione a circuiti solidaristici del tipo last-minute market (recupero di alimenti in fase di scadenza) o l’accordo, ad esempio, con canili.
Tra le buone pratiche ambientali rientrano azioni per introdurre nuove raccolte differenziate, imballaggi biodegradabili, prodotti biologici o locali da filiera corta all’interno dei punti vendita; promuovere azioni per il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili (come il solare termico o il fotovoltaico); prediligere l’acqua imbottigliata da fonti regionali o di province limitrofe. “àˆ un accordo – ha affermato Bernazzoli – che costituisce un’ulteriore testimonianza dell’impegno della Provincia sul tema della riduzione dei rifiuti. Stiamo completando gli obiettivi che ci eravamo posti a inizio mandato: l’aumento della raccolta differenziata, la creazione di un impianto di smaltimento e la diminuzione dei rifiuti, quest’ultima resa possibile proprio grazie a questo accordo. Il protocollo ha anche un’importante funzione educativa, mettendo tra le azioni previste anche buone pratiche che aiuteranno i cittadini a prendere maggiore consapevolezza che la riduzione dei rifiuti passa anche attraverso le loro scelte e i loro comportamenti.”
La sperimentazione inizierà a settembre e i risultati saranno monitorati ogni anno e pubblicati sul sito web della Provincia e dell’Osservatorio rifiuti. “In questo modo – ha spiegato l’assessore all’ambiente Giancarlo Castellani – potremo seguire passo-passo le azioni che verranno messe in atto in ogni punto vendita. Un monitoraggio utile in primo luogo per i cittadini che avranno una mappa dei luoghi dove poter comprare prodotti ecologici, e poi anche per le altre organizzazioni della grande distribuzione che potranno vedere i risultati del protocollo ed eventualmente decidere di partecipare a loro volta. 2008 – redattore: GA -
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Dal sito di “riducimballi“ - Azienda con un progetto Riducimballi
Riducimballi è un progetto per la riduzione dei rifiuti alla fonte.
Interveniamo nelle strutture pubbliche, private e commerciali per cercare ambiti in cui è possibile ridurre la produzione di rifiuti da imballaggio. In questo modo vogliamo promuovere una nuova “cultura della riduzione” che non limiti le persone ma che ponga le basi per una mentalità di consumo e acquisto sostenibile.
Il progetto Riducimballi è un’iniziativa per la riduzione dei rifiuti alla fonte elaborata e realizzata dall’ente di ricerca Ecologos di Torino.
Ecologos è un Science Shop che opera a livello locale ed internazionale per sviluppare nuovi sistemi produttivi, economici e tecnici che permettano il conseguimento di una maggiore sostenibilità .
L’obiettivo primario è la definizione di politiche innovative di gestione delle risorse (materiali, energetiche ed idriche) e dei rifiuti per le pubbliche amministrazioni e per il mondo imprenditoriale.
La ricerca di nuovi sistemi non prescinde però dall’informazione, dalla formazione e dall’educazione ambientale che rappresentano strumenti fondamentali per sostenere politiche di cambiamento e che sono per l’associazione settori basilari.
Ecologos opera secondo quattro indirizzi d’azione:
Realizzazione di progetti di carattere tecnico per elaborare strategie e politiche nel settore della riduzione dei rifiuti, dei consumi idrici ed energetici;
Attuazione di percorsi educativi e formativi al fine di incrementare la sensibilità verso i temi della riduzione e del consumo consapevole;
Costruzione di campagne di comunicazione e divulgazione delle tematiche ambientali;
Sostegno alla creazione, allo sviluppo e alla trasformazione di imprese.
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Da “consumietici“ – Disimballiamo le nostre città !
Nasce la rete dei Negozi Leggeri: un sistema di distribuzione e vendita innovativo e sostenibile, che intende creare una filiera di prodotti disimballati attraverso un’azione sinergica fra aziende produttrici, distributori e consumatori
Scusi, mi ricarica l’ammorbidente? Ci abitueremo presto a questa domanda bizzarra: perché i detersivi è meglio comprarli sfusi!
I Negozi Leggeri sono una rete di negozi diffusi sul territorio nazionale in cui si ha un sistema di distribuzione e vendita innovativo e sostenibile, che intende creare una filiera di prodotti disimballati attraverso un’azione sinergica fra aziende produttrici, distributori e consumatori.
Si è partiti da un settore a forte impatto ambientale, qual è quello dei detersivi, per poi arrivare a creare un’offerta più varia di prodotti disimballati nell’arco del tempo.
Come funziona? Ogni consumatore acquista nel negozio la bottiglia solo la prima volta, le volte successive si reca nel punto vendita con la bottiglia vuota e la riempie direttamente dai distributori collocati nel negozio.
Il contenitore torna cosଠad avere la sua funzione, non è più un elemento usa e getta, ma un oggetto da ri-usare abitualmente.
I prodotti che attualmente si possono trovare sono: detergente piatti, detergente bucato (lavatrice e a mano), ammorbidente, prodotto multiuso (per le superfici dure) e detergente vetri.
In ogni regione si ricerca un produttore locale di detersivi in modo da ridurre i costi ambientali ed economici del trasporto.
In questo modo i negozi di prossimità si trasformano e un prodotto alla volta, si caratterizzano, fornendo ai propri clienti una nuova opportunità : quella di non creare rifiuti.
In tutti i comuni che hanno aderito a Riducimballi sono presenti o stanno partendo negozi che vendono prodotti sfusi, molti altri negozi hanno aderito indipendentemente.
A sostegno dei negozi e dei comuni aderenti Ecologos mette a disposizione il furgone erogatore di detergenti alla spina, strumento comunicativo innovativo che aiuta a coinvolgere i cittadini nell’ avventura del disimballo dei territori.
I cittadini e gli amministratori interessati ad utilizzare o attivare il servizio possono contattare i ricercatori di Ecologos.
Per informazioni:
tel. 011.19707846, tel.fax 011.19707840, info@riducimballi.it
www.riducimballi.it – (Fonte AceA)
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Dal sito di “Riducimballi” – “Riducimballi” in mostra
La mostra “Riducimballi” di Ecologos parte da Napoli per raggiungere tutte le città italiane.
La riduzione dei rifiuti alla fonte deve essere il primo obiettivo nella gestione dei rifiuti e ogni cittadino può dare il proprio contributo.
Questo è il messaggio che l’ente di ricerca ambientale Ecologos vuole promuovere tramite una mostra interattiva e sensoriale che accompagna il cittadino nelle proprie scelte quotidiane di acquisto e di consumo.
Il percorso espositivo propone idee concrete e ne quantifica il risparmio, perché non vogliamo cambiare le abitudini, ma rendere consapevoli i cittadini delle proprie scelte.
Attraverso azioni singole, si diffonde una “cultura della riduzione” basilare per un cambiamento di mentalità in prospettiva di una crescita orientata alla sostenibilità .
La mostra è stata presentata ieri presso il Comune di Napoli alla presenza degli Assessori comunali Gennaro Mola e Rino Nasti, l’Assessore provinciale al Commercio Giovanna Martano, Federico Lasco dell’Assessorato regionale all’Agricoltura ed alle Attività produttive, il Presidente di Federconsumatori Benedetto di Meglio, Sandro Luglio direttore di Bidonville, Giovanni Argenio responsabile della Galleria Auchan di Giugliano, il responsabile del progetto Ecogoccia Dario Lolini e la presidente di Ecologos Cinzia Vaccaneo.
La mostra potrà essere visitata il 25-26-27 aprile presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, durante la manifestazione “Fiera del baratto e dell’Usato“.
La prossima tappa sarà in Regione Piemonte, nel Comune di Collegno, dove l’Amministrazione da anni promuove politiche ambientali concrete orientate alla riduzione dei rifiuti alla fonte e all’educazione ambientale per i cittadini.
Alcuni degli articoli pubblicati:
La Repubblica – Napoli (25 aprile 2008)
Corriere del Mezzogiorno (25 aprile 2008)
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DIPARTIMENTO DI SCIENZE SOCIALI ““ UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO:
“Meglio i diamanti”; Comunicare i rifiuti tra paura e indifferenza ““ Giuseppe Tipaldo – (presentazione: 1.930 kb)
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REGIONE PIEMONTE: come l’Amministrazione può influire sulle politiche di riduzione dei rifiuti alla fonte ““ Claudia Bianco – (presentazione: 1.006 kb)
Il direttivo.













































