Comitato spontaneo di quartiere “Ponente Varazzino e Dintorni”
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Varazze, 19.03.2009.
PonentevarazzinoNews
Aumentano i rifiuti tossici e nocivi abbandonati nei prati
e boschi del savonese
Della delittuosa abitudine di abbandonare rifiuti più o meno tossici e nocivi e di vario genere nelle periferie cittadine, nei prati e boschi del savonese, ne abbiamo già parlato e discusso in nostri precedenti post ed incontri mirati; ritorniamo sull’argomento perché la situazione non solo non da segni di miglioramento ma, addirittura, si registra un evidente aumento degli avvistamenti di discariche abusive, come ci viene segnalato dal Presidente del Wwf Liguria, dott. Marco Piombo, e dai tanti savonesi che seguono l’impegno sociale di questo sodalizio.
Dalle analisi e discussioni avute con responsabili ed esperti del settore è emerso che occorre potenziare gli sforzi ed investimenti finanziari per sensibilizzare i cittadini tutti, compreso le associazioni di categoria, quelle che possono agire direttamente con la realizzazione di corsi mirati a responsabilizzare i propri associati, le scuole di ogni ordine e grado fino alle Università.
Quello che succede oggi è insostenibile e deve esserci una inversione di tendenza nel breve tempo. Rivolgiamo nuovamente un accorato appello a tutti responsabili, quelli che istituzionalmente hanno il dovere di intervenire, perché lo facciano con la massima urgenza.
Riportiamo un articolo sull’argomento di “Il Ponente”, segnalatoci da un nostro sostenitore dal titolo: Discariche abusive in Savona e provincia: un video documento di Nicolick
di FABRIZIO PINNA – Rimane un problema aperto quello del proliferare delle discariche abusive nel territorio savonese. Da anni i dossier di associazioni ambientaliste come il Wwf, le denunce di singoli cittadini, i sopralluoghi della Forestale individuano illeciti e documentano decine e decine di siti illegali che si moltiplicano sparsi a macchia di leopardo in tutta la provincia, dal comprensorio ingauno al finalese, dal savonese alla Val Bormida.
Denunce e controlli a campione non mancano, ma in un territorio tra i più boscosi della regione, certo non è semplice elaborare un strategia di monitoraggio e deterrenza veramente efficace. O meglio: nel savonese, evidentemente, ancora molto c’è da fare, se è vero che – emblematicamente – persino in una delle poche discariche a regime, la Ramognina di Varazze, sono stati riscontrati ancora lo scorso novembre degli illeciti.
Una decina di giorni fa la questione delle discariche abusive del savonese era finita per approdare anche Consiglio della Regione Liguria dove l’esponente dell’Udc Luigi Patrone ha presentato un’interrogazione ad hoc, chiedendo di sostenere e promuovere progetti intercomunali di videosorveglianza e vigilanza, secondo una proposta avanzata tempo fa dallo stesso segretario regionale dell’Udc Rosario Monteleone.
“C’è la recente ‘denuncia’ da parte dei residenti in merito alla discarica abusiva trovata sulla collina di Ranco; diverse zone dello spazio boschivo che interessa il territorio della provincia di Savona divengono ‘un teatro abusivo’ che raccoglie rifiuti troppo grossi per essere liberati facilmente e troppo onerosi per sostenere il regolare conferimento in discarica.
Il triste fenomeno non interessa solo la città di Savona, ma anche i comuni circostanti”, ribadiva Patrone additando tra i problemi anche la mancata attuazione del Piano provinciale dei rifiuti, rimasto, com’è noto, bloccato al palo prima dall’infinita faida interna tra l’ex presidente Marco Bertolotto e la sua giunta, poi dalla caduta a novembre dell’amministrazione della Provincia di Savona.
L’assessore all’Ambiente Franco Zunino sottolineava da parte sua i limiti formali di competenza e di azione effettiva della Regione, ricordando inoltre che “il ministero dell’Ambiente ha chiesto alla Forestale una fotografia completa delle discariche abusive che popolano il territorio nazionale”. La “mappa aggiornata della situazione” consentirà anche alla Regione “di intervenire con le bonifiche”, assicurava comunque Zunino.
In attesa di questo più complessivo strumento, intanto le denunce non si fermano. L’ultima è arriva in queste ore dall’ex consigliere provinciale savonese Roberto Nicolick. “I boschi del Savonese, sono infettati, letteralmente da decine di discariche abusive, che nel tempo si allargano a macchia d’olio aumentando in modo esponenziale”, spiega Nicolick che ha recentemente individuato una nuova discarica “situata in una stradina sterrata che si diparte dalla strada di collegamento tra Madonna del Monte e la Conca Verde”.
Un “vero disastro” che l’ex consigliere ha documento con foto e un video inserito “su YouTube, nella speranza che le autorità provvedano a sgomberare il materiale, che oramai ammonta a diverse tonnellate, sparso per tutto il bosco con un danno enorme per l’ambiente”. Del resto il copione è sempre simile: “In genere – commenta Nicolick – gli incivili lasciano la strada principale e si inoltrano per sentieri laterali, dove lontano da occhi indiscreti, buttano rifiuti di ogni genere: lavatrici, frigoriferi, mobili, poltrone, materassi, pneumatici, plastica, contenitori di metallo, residui di ristrutturazioni murarie, vetro, plastica”.
Un’inciviltà sin troppo diffusa con impatti gravemente degradanti sull’ambiente. “Questo materiale di per sé ingombrante e tossico – osserva Roberto Nicolick -, va a saturare l’ambiente del bosco, si mescola con la vegetazione in crescita, allontana gli animali, crea pericolo alla circolazione dei cacciatori o di chiunque voglia andare nel mezzo della natura; praticamente non viene eliminato e – conclude – rimarrà nei secoli a venire per testimoniare il grado di stupidità dell’uomo”.
Il direttivo.
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