Ponente Varazzino


16 giugno 2009

L’Italia dei Diritti denuncia gli illeciti fluviali

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Varazze, 16.06.2009.

PonentevarazzinoNews

rio-cucco160409L’Italia dei Diritti denuncia
gli illeciti fluviali

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’Italia dei Diritti con il quale denuncia illeciti fluviali in Lazio, perché riteniamo che anche il nostro territorio necessiti di una maggiore attenzione riguardo allo stato di conservazione di fiumi, torrenti e piccoli corsi d’acqua come i numerosi rii, divenuti spesso ricettacoli di rifiuti e usati per scarichi impropri e maleodoranti.

Questo direttivo ha intenzione di condurre una mirata campagna di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni e della cittadinanza.

COMUNICATO STAMPA

Lazio al primo posto per illeciti fluviali, l’attacco di Marinelli

Il responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Pare che le catastrofi ambientali non insegnino nulla, occorre una politica ambientale più rigida”
Roma – 16/06/09 – “Un tempo si veneravano fiumi come divinità, noi che siamo romani sappiamo bene che importanza abbia avuto il ‘sacro Tevere’ nella nascita della nostra città e lo stesso facemmo tra le varie buffonate caratterizzanti il regime che aveva dato un rilievo importante al già biondo fiumiciattolo”.

Questo il sarcastico commento del responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti Vittorio Marinelli alla notizia del primato negativo della regione, al primo posto in Italia per illeciti fluviali come inquinamento, prelievi illegali e altro. Incalza l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Oggi invece, nel deicidio generale, anche i fiumi non sfuggono al massacro e il Lazio, alla ricerca forsennata del peggio, raggiunge quest’altro primato del quale avremmo fatto volentieri a meno.

E’ necessario quindi ripensare complessivamente l’importanza degli ecosistemi e invece sembra che le continue catastrofi niente insegnino a questa banda di scriteriati che dovrebbe amministrare la cosa pubblica. Occorre – conclude Marinelli – una politica ambientale rigida o, in altre parole, serve più semplicemente che l’Italia si ricordi di essere in Europa perché l’Africa e il Sahara sono ogni giorno più vicini”.

Fonte: Ufficio Stampa Italia dei Diritti
e-mail:  italiadeidiritti@yahoo.it
sito web www.italiadeidiritti.it

Il direttivo.

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