Ponente Varazzino


12 Novembre 2009

Varazze: Domenica secondo memorial don Morelli all’Oratorio Salesiano

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Varazze, 12.11.2009.

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Domenica secondo memorial don Morelli all’Oratorio Salesiano

oratorio-don-bosco-varazze_2009Domenica 15 novembre 2009 il 2° memorial don Morelli.

L’Oratorio Salesiano, in collaborazione con il Comune di Varazze, organizza per domenica 15 novembre 2009 con inizio alle ore 9, il secondo memorial don Morelli. Prevista la partecipazione del Varazze Don Bosco Calcio – della P.G.S. Juvenilia Basket – della P.G.S. Ginnastica Artistica Primavera – dell’ A.S.D. Tennis Tavolo Don Bosco e dei gruppi oratoriani e della Famiglia Salesiana.

Ore 11.30 S. Messa nel cortile in ricordo di Don Morelli. ore 13.00 Pranzo a buffet (l’oratorio prepara un primo caldo). ore 14.30 Pomeriggio di giochi, musica e merenda.

Tutti gli amici dell’Opera Salesiana e tutta la cittadinanza sono invitati: “Sono quel rompi … di don Morelli, che in vita sua ha fatto sempre l’accattone. Ma non me ne vergogno, ne’ pento, perché tutto e sempre l’ho fatto per i “ragazzi” che son stati la ragione della mia vita e del mio coraggio”.

Fonte. Il Giornalino

per approfondire:

Da “Il Giornalino” di dicembre 2007 – DON MARCELLO CI MANCHERAI!

Questa volta se n’è andato per davvero e per sempre, anche se rimarrà intatto il suo ricordo in tutti coloro che lo ebbero come educatore e amico. Don Marcello Morelli, dopo una lunga e invalidante malattia, è tornato alla casa del Padre partendo dalla nostra e sua Varazze, che lo aveva accolto come seminarista negli anni ‘40 e poi, per due volte, nella vesta di Direttore dell’Oratorio Salesiano. Una lunga e appassionante storia la sua, di fede e di abnegazione per i giovani, sull’esempio di Don Bosco, del quale ha incarnato appieno lo spirito e la dinamicità, riuscendo a realizzare un programma di impegno e di vita che rimane il suo biglietto da visita, meglio ancora una grande e ricca eredità di valori.

Marcellino, come lo ha chiamato il Vicario Ispettorile don Remo Ricci, che ne ha officiato le esequie in S. Ambrogio lunedì 12 novembre u.s., ricordandone la “grinta” qualche volta da “dittatoriello” (necessaria per superare ostacoli di ogni genere), ha lasciato dietro di sé, oltre al rimpianto per una perdita difficilmente colmabile, una lunga e significativa sequenza di realizzazioni e di successi che ne hanno caratterizzato il cammino e delle quali sarebbe difficile farne l’elenco. Ricordiamo la ristrutturazione dell’Oratorio Salesiano dopo il suo spostamento dalla sede originaria, con il recupero di parti dello stesso, tra cui le due vetrate ai lati dell’altare, molto care a generazioni di oratoriani ed ex allievi, così come l’originale altare ricavato da una grossa pietra recuperata dal torrente Lerrone di Cogoleto. E poi la sua attenzione al mondo del calcio, giovanile prima di tutto e quindi a quello cosiddetto “adulto”, per il quale tuonò senza nulla tacere per ricordare la sua specifica valenza di gioco e di palestra di impegno e di sacrificio, nel segno dell’educazione e del rispetto dell’avversario, il tutto accompagnato da un linguaggio civile. Fu chiamato “il prete del calcio” e i giornali a tiratura nazionale ne parlarono ampiamente.

Fu anche assistente spirituale della “sua” Fiorentina e molto rispettato e seguito in quel di Coverciano. Per il dramma bosniaco fu in prima linea nell’organizzare l’invio di generi di conforto a quelle sfortunate popolazioni, aprendo le porte dell’Oratorio a gruppi di profughi, dando loro vitto e alloggio.. La Filodrammatica Don Bosco, la Banca Musicale “Cardinal Cagliero”, Televarazze, gli Scout, i piccoli oratoriani (marinaretti portabandiera nelle processioni e manifestazioni varie), le Confraternite, l’Unitalsi, e tanti, tanti altri sodalizi e singoli cittadini, ne piangono la scomparsa, un sincero dolore che nei suoi funerali si è evidenziato in tutta la sua corale partecipata sofferenza. C’erano i ragazzi di oggi e quelli di ieri. C’era il vecchio e il nuovo Oratorio. C’erano i suoi collaboratori laici e religiosi. C’era il Sindaco a portare l’ultimo saluto di una città ad un suo figlio adottato con amore e orgoglio.

Nelle parole di alcuni sacerdoti (don Karim, don Grillo, l’attuale direttore dell’Oratorio e già suo fedele collaboratore, don Daniele Pusti) l’apprezzamento per la vita esemplare di un uomo che, sull’esempio di Don Bosco, ha saputo coniugare l’assioma “buon cristiano e buon cittadino” nell’operare tra i giovani e nella società. Don Morelli riposa adesso nella sua Pratovecchio, dopo un secondo partecipato funerale a Firenze, ma il suo spirito sarà ancora e sempre anche qui, in mezzo a noi, a Varazze, dove le sue opere non conosceranno l’usura del tempo. Il Giornalino porge sentite condoglianze alla sorella e parenti tutti, nonché alla Famiglia Salesiana.

Testimonianza:

“Grazie Don Morelli non potrò mai dimenticarti. Oggi, quando da lontano ho visto il manifesto che annunciava la morte di don Morelli, mi sono sentito mancare. Un’altro pezzo di vita “buona” di Varazze se ne và! Mi è subito venuto alla mente l’episodio che tanti e tanti anni or sono mi ha fatto conoscere don Marcello. Era una domenica, e dopo la funzione della benedizione io e altri amici eravamo sul campo “di sotto dell’Oratorio” ove si poteva leggere la scritta: “L’oratorio è la tua casa, la tua chiesa la tua scuola”. Mentre stavamo giocando sullo scivolo, si avvicina a noi un giovane prete nuovo, gentile, piccolo ma energico, e con accento toscano ci dice: “e voi che fate, non andate al cinema, suvvia è molto bello …”. Alle parole insistenti di don Marcello rispondemmo che non avevamo i soldi, avendoli precedentemente spesi in stringhe e rotelle di stringhe, quelle dolci con in mezzo una mentina. Lui ci guardò, sorrise e poi ci disse “venite con me che vi faccio entrare”. Ci portò nel loggione di sopra, dove andavano i grandi e li vedemmo anche noi il film, il più bel film della nostra vita. Questo è solo un piccolo esempio di ciò che per noi ragazzi di Varazze ha rappresentato don Morelli: era lui, la nostra casa, la nostra chiesa, la nostra scuola. Grazie don Morelli non potrò mai dimenticarti.” E-mail firmata

Fonte: Il Giornalino del mese di dicembre 2007 in pdf

Il direttivo.

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