Ponente Varazzino


25 Maggio 2019

Mostra personale di Demy Canepa e Caterina Galleano nella Gallery Malocello

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Varazze, agg. il 27.05.2019.                                 Home page

Gallery Malocello Varazze
Mostra personale di Demy Canepa e Caterina Galleano

Demy Canepa e Caterina Galleano, madre e figlia, dal 27 maggio al 2 giugno 2019 espongono le loro opere nella Gallery Malocello di Varazze, via Malocello n.37, sede dell’Associazione Artisti Varazzesi.

L’inaugurazione si è tenuta alle ore 17:00 di lunedì 27 maggio, con la partecipazione di Fausto Naso che ha letto due poesie dedicate al fotografo Giuseppe Di Terlizzi, recentemente e prematuramente scomparso, alla presenza della moglie che non ha voluto mancare a questo vernissage dedicato al marito, di alcuni colleghi, del direttore artistico Ettore Gambaretto, del critico d’arte Marco Pennone, di amici, parenti ed appassionati, che seguono sempre con interesse le performance delle due artiste.

Gallery … >>

La recensione di questa personale la lasciamo, come è giusto che sia, all’esperto critico d’arte Marco Pennone, che ringraziamo per la sua indispensabile collaborazione, ci limitiamo solo alla breve citazione di un ritratto, quello di Giuseppe Di Terlizzi, dipinto da Caterina Galleano, con le sue reali fattezze e l’inequivocabile espressione. Un omaggio all’amico che manca a tutti noi, che fa battere forte il cuore a quanti hanno avuto il privileggio di conoscerlo, frequentarlo e così poter condividerne appieno talento e passione: l’amore per l’arte nelle sue molteplici espressioni.

La mostra resterà aperta tutti i giorni fino al 2 giugno 2019, visitabile dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 18:00.

Ingresso libero.

Caterina Galleano
«Caterina Galleano, nata a Savona, vive ed opera a Varazze. Portata sin da piccola per l’arte, nelle sue più svariate interpretazioni e sfaccettature, trova in primo tempo una sua dimensione nella danza moderna e latino americana, ricca di tante soddisfazioni e dopo la passione per il movimento sposta la sua creatività nel colore, nelle forme e scopre il bello di poter fermare sulle sue tele con pennelli quanto più si avvicina al suo mondo. Cattura con animo sensibile e gentile attimi, volti umani, natura, animali in genere, fiori. Ormai diventati il suo quotidiano si è formata frequentando diversi corsi di pittura e l’atelier di un illustre maestro genovese, Carlo Calvi, maturando e sperimentando la sua espressività chiamata realtà oggettiva, infondendo nei suoi dipinti quasi “soffi di vita”.»

Gallery di Caterina Galleano 2018 >>
. Gallery con Demy Canepa >>

. Video di Caterina Galleano “Art ketj” su YouTube:
del 5 aprile 2017… >>
. del 9 aprile 2017 … >>
del 23 marzo 2017 … >>

Demy Canepa
«Demy Canepa, varazzese di nascita, ha espresso nel tempo la predisposizione per varie forme d’arte con forte creatività e la voglia di sperimentare nuove idee. Amante dei colori vivaci, trova una sua dimensione nell’astratto dove può dare spazio all’immaginario ed alla manualità, creando quadri informali gestuali e materici oppure creazioni floreali. Definisce la pittura la “medicina” ideale per il corpo e specialmente per l’anima.»

. Gallery di Demy Canepa del 2017 >>

. Canepa Demy – Brochure (opuscolo) di poesie e dipinti (edizione curata da Caterina Galleano): … Versione sfogliabile … >>

Recensione di Marco Pennone

«Personale di Caterina Galleano e Demy Canepa presso la “Galleria Malocello”

In un periodo come questo, caratterizzato da una perdita d’interesse generalizzata e da una forte svalutazione per il mondo delle mostre d’Arte, intesa sia in senso partecipativo sia in senso economico (il che coinvolge anche Artisti un tempo molto quotati), è consolante vedere la costanza con cui Caterina Galleano e Demy Canepa propongono le proprie opere all’attenzione di un pubblico affezionato e partecipe, che non manca mai di “far festa” al loro “vernissage”.

La loro “Personale” presso la sede dell’Associazione Artisti Varazzesi di via Malocello si è inaugurata il 27 maggio alle 16 e proseguirà sino al 2 giugno.

In apertura, il poeta e intenditore d’arte Fausto Naso ha letto alcune toccanti poesie da lui scritte in ricordo del suo grande amico Giuseppe Di Terlizzi, il fotografo e artista recentemente e repentinamente scomparso, tra il plauso e la commozione dei presenti, tra cui anche la moglie.

Ed è proprio con il commento al ritratto di Giuseppe Di Terlizzi che lo scrivente ha voluto iniziare la sua disamina critica della parte della mostra dedicata ad Art Ketj (nome d’arte di Caterina Galleano). Un ritratto a pastello in uno stile che potremmo accostare all’Iperrealismo, in cui l’Autrice ha saputo magistralmente cogliere l’espressione più vera dell’indimenticabile personaggio, con il pizzetto bianco, gli occhi indagatori e scrutatori, il berretto sportivo e gli occhiali alzati sul berretto. Un ficcante ritratto psicologico, che ci restituisce Di Terlizzi in tutta la sua bonomia e la sua capacità di “vedere oltre” chi o che cosa aveva di fronte, per realizzare i suoi scatti ed i suoi quadri con esperte tecniche digitali, ma anche per fare le riprese degli eventi culturali con uno spirito da vero “regista”.

Riteniamo che questo ritratto possa essere considerato, a tutt’oggi, un po’ il “capolavoro” di Caterina, un momento culminante delle sue doti artistiche dovuto, sicuramente, al grande coinvolgimento emotivo per l’amicizia che la legava allo scomparso.

L’Angelo Custode” è la copia di un quadro anonimo antico, risalente al 1416 circa, in cui una Creatura Angelica dalle grandi ali e dalla veste azzurrina aiuta un fanciullo ad affrontare lo stretto e pericoloso attraversamento di un bàratro, mentre dal capo opposto della precaria passerella un serpente – si presume velenoso – alza la testa pronto a mordere. Ci sono venute in mente le tavole degli “ex voto” che ornano in gran numero i più importanti Santuari italiani e che testimoniano la riconoscenza per le grazie ricevute.

In “Ballerina seduta”, già esposto con successo alla Collettiva “I Colori di Primavera 2019”, svoltasi dal 12 al 25 maggio a “Corte di Mare”, una creatura delicata alla Dégas è seduta su una sedia, intenta a guardarsi le scarpette, mentre il vaporoso tutù rosso assume le sembianze dei petali di un fiore e pian piano tutto il suo corpo pare diventare un fiore. Art Ketj ha colto altre due ballerine in posa, una in ginocchio, con un sobrio tutù bianco e le dita affusolate che toccano il pavimento, in linea con la punta delle scarpette: sembra un fotogramma di un balletto moderno; un’altra ballerina biancovestita è seduta ed osserva le sue scarpette.

Sapienti giochi di luce caratterizzano “Barca solitaria sulla spiaggia”: una rete fuoriesce dallo scafo e tocca la sabbia, mentre sullo sfondo un mare blu si perde all’orizzonte e si congiunge con un cielo verdazzurro denso di nubi.

Scorcio ligure” ci presenta una visione caratteristica di uno dei tanti angoli di sogno della nostra favolosa regione, che per fortuna non sono ancora stati contaminati dagli effetti deleteri della modernità.
Abbiamo ammirato anche altre opere di Caterina: dei cavalli in corsa sulla riva del mare; i ritratti a pastello di una giovane attrice e di una modella; uno sgargiante mazzo di calle inserito in un vaso stile “Antico-Savona”; il “Bimbo Pagliaccio” pubblicato sul catalogo “ExpoArt” di gennaio 2019 (insieme a “Clown”, acrilici su legno, e “Ragazza”, tecnica mista su legno), con un’azzeccata espressione del bambino che sembra guardare dritto negli occhi l’osservatore (olio su legno); uno “scugnizzo” intento a reggere una candela ed una bambina in tutù intenta a specchiarsi.

Carboncino e grafite, olio, pastelli, acrilici: Caterina Galleano usa varie tecniche e vari materiali (carta, tela, tavola, legno) per catturare con attenzione attimi di vita, volti di bambini, di attori e cantanti famosi, di ballerine, di clown, di gente conosciuta o di gente qualunque, e poi ancora animali, piante, paesaggi …

La sua arte figurativa è sempre sincera, spontanea, delicata, partecipe di emozioni che ella sa cogliere nei soggetti rappresentati e che restituisce intatte agli osservatori. La nostra Artista cerca sempre di infondere – come è stato detto da altri autorevoli critici – un “soffio di vita” nelle sue creazioni e di svelare la bellezza che è ìnsita negli esseri animati e nelle cose del Creato.

E veniamo ora alla mamma di Caterina, cioè Demy Canepa. Non poteva mancare un congruo numero dei suoi ormai famosi “Pannelli” (50×100) in polistirolo espanso con aggiunta di materiali vari e sfondo ad effetto sabbioso. Notevoli le “cannucce” che ornano alcuni pannelli, fatte con carta di giornale arrotolata su un lungo ago da lana: poi l’ago viene sfilato e la carta tagliata a piacimento. In un pannello sono inserite addirittura delle bacchette per il riso (di quelle che troviamo nei ristoranti cinesi, per intenderci), in altri delle pietre trasparenti; in alcuni c’è uno scavo di materiale (in ossequio alla michelangiolesca teoria del “togliere”), in altri invece c’è un’aggiunta.

Abbiamo ammirato tre pannelli blu con figurazioni astratto-geometriche che dànno l’idea di movimento e sinuosità, ed i cui contorni paiono quasi in rilievo; un bellissimo pannello che ci ha ricordato i fasti dello stile “Liberty” ed un altro con figure geometriche colorate: queste realizzazioni tra arte e “design” starebbero senz’altro bene come motivi decorativi di interni; e poi dei fiori di campo in stile prettamente realistico ed un vaso di fiori realizzato in làmina di alluminio con aggiunta di foglie verdi naturali, il tutto di sorprendente effetto.

Ultimamente, Demy ha dipinto con colori vivaci e l’uso di glitter molte conchiglie naturali (capesante) e le ha esposte a “Varazze Arte sulla Passeggiata”, insieme a dei bellissimi orecchini di grandi dimensioni e varie forme.

Ma concludiamo citando un bellissimo “Trittico”, con tre pannelli rosa accostati, dai disegni stile “Art Nouveau”: si tratta di acrilici con pigmenti oro su tela.

Demy Canepa ci conferma le sue attitudini per varie forme espressive e vari stili, dal realismo al simbolismo, dall’astratto all’informale, per arrivare sino al materico e al gestuale, in cui ciò che conta è appunto il “gesto” che costruisce, toglie, aggiunge. Ama i colori decisi e vivaci e trova nella pittura e nella ceramica astratta il suo terreno ideale. Ma la sua fantasia creativa e la sua esperta manualità trovano ampio sfogo anche nella creazione di oggetti o nella decorazione di forme attinte al mondo della Natura, con cui ella sa sempre esprimere al meglio il suo mondo interiore.

Demy accosta forme, contenuti, colori in risultati che rispondono sempre – anche quando si parla di “astratto” e di “informale” – alle regole dell’armonia e del “piacevole” dal punto di vista estetico. L’Artista studia lo spazio, le geometrie, i contorni, le forme nei particolari e nell’insieme, per conferire alle sue opere quel giusto equilibrio e quel piacevole ritmo compositivo che appagano sempre l’occhio dell’osservatore.

Per concludere la nostra recensione di questa interessante Personale – alla quale è intervenuto, tra gli altri, anche il neo-eletto Sindaco di Varazze – vogliamo ancora una volta sottolineare il messaggio di ottimismo che le due nostre amiche, madre e figlia, con la frequenza delle loro personali vogliono lanciare in un mondo dell’Arte, locale e nazionale, in profonda crisi di identità, di mercato, di pubblico.» – (Marco Pennone)

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