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	<title>Ponente Varazzino &#187; Carlo dr. Delfino</title>
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	<description>Comitato spontaneo di quartiere Ponente Varazzino, per dare voce ai cittadini e sensibilizzare la Pubblica Amministrazione sui reali problemi del quartiere e della cittÃ .</description>
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		<title>Varazze ha ricordato Coppi con la figlia Marina, il cugino Piero e i suoi compagni di sempre</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 07:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comitato Ponente Varazzino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PonentevarazzinoNews Varazze, 8 gennaio 2012. Varazze ha ricordato Coppi con la figlia Marina, il cugino Piero e i suoi compagni di sempre Fausto Coppi pedalava sicuro e spedito sulla Via Aurelia. Spesso soggiornava al Genovese Villa Elena e, la sua squadra, la Bianchi, lo spettava tutte le mattine alle 9 in punto davanti al portone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ponentevarazzino<em>N</em>ews</strong></p>
<p>Varazze, 8 gennaio 2012.</p>
<h2 style="text-align: center;">Varazze ha ricordato Coppi con la figlia Marina, il cugino Piero e i suoi compagni di sempre</h2>
<p><a href="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2012/01/Varazze_ricorda_Fausto_Coppi_8.01.2012_.jpg" rel="lightbox[36618]"><img class="alignleft size-medium wp-image-36619" title="Varazze_ricorda_Fausto_Coppi_8.01.2012_" src="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2012/01/Varazze_ricorda_Fausto_Coppi_8.01.2012_-300x258.jpg" alt="" width="180" height="155" /></a>Fausto Coppi pedalava sicuro e spedito sulla Via Aurelia. Spesso soggiornava al Genovese Villa Elena e, la sua squadra, la Bianchi, lo spettava tutte le mattine alle 9 in punto davanti al portone dell’Albergo: la tenuta da corsa pulita, la barba fatta di fresco e la bicicletta a puntino. … Poi si partiva verso la Riviera allungando sempre di più il tiro sul percorso della Sanremo fino ai Capi e oltre. Fausto faceva andare avanti i suoi gregari e poi con una trenata delle sue li andava a riprendere. Così si allenava il Campionissimo e così Varazze ha voluto ricordarlo domenica (davanti al monumento che immortala i suoi soggiorni locali).<span id="more-36618"></span></p>
<p>Presenze importantissime: la figlia Marina, il cugino e sindaco di Castellania Piero, il più eroico dei suoi gregari, quel Sandrino Carrea, che al Tour de France macinava chilometri su chilometri in prima fila e lo riparava dal vento e dagli agguati dei Francesi.</p>
<p>Alla “modesta” ma sentita cerimonia commemorativa, c’era idealmente tutta la Città di Varazze rappresentata dal suo Sindaco, Giovanni Delfino, dagli Assessori Angelo Patanè, Gianantonio Cerruti e Mariangela Calcagno, dal Comandante della Polizia Municipale, dai Carabinieri e dal poeta varazzino Silvio Craviotto, che ha voluto sottolineare la gratitudine e l’affetto che ci lega al Campionissimo, componendo seduta stante una lirica a ricordo, letta e consegnata alla figlia Marina.</p>
<p>C’erano anche altri gregari, amici e compagni di pedale: Mino De Rossi e Sante Gaiardoni medaglie d’oro oloimpioniche, <a href="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2012/01/Sandrino_Carrea_gregario_di_Coppi.jpg" rel="lightbox[36618]"><img class="alignright size-medium wp-image-36620" title="Sandrino_Carrea_gregario_di_Coppi" src="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2012/01/Sandrino_Carrea_gregario_di_Coppi-209x300.jpg" alt="" width="125" height="180" /></a>Imerio Massignan, Luigi Zaimbro, Piero Coppi, Vittorio Rossello.</p>
<p>La breve cerimonia, ripresa e mandata in onda nel telegiornale delle 20.30 da RAI Tre e, dal sempre disponibile Giuseppe Codino per Televarazze, è iniziata a mezzogiorno in punto con la deposizione di una corona d’alloro, le foto di rito e i discorsi delle autorità, che come sempre hanno coinvolto anche i Delfino, la storica famiglia di albergatori, oggi titolari del “Residence Genovese al Mare”, prospiciente la passeggiata dove è posizionato il monumento, fortemente voluto da Emanuele (Lino) Delfino, che ha ospitato nella sua struttura ricettiva tanti corridori e lui, il “Campionissimo”. Storica testimonianza di Lino, mancato poco prima dell’inaugurazione del monumento a Fausto Coppi, il quaderno “Ciclismo a Varazze”, recentemente ristampato dai famigliari.</p>
<p>Poi, gli ospiti si sono recati all’Hotel Genovese Villa Elena, dove i signori Bruzzone hanno offerto un “rifornimento” principesco, degno della loro fama di ristoratori.</p>
<p>Carlo Delfino, l&#8217;appassionato e scrittore storico di ciclismo, artefice e organizzatore dell&#8217;evento, ha ringraziato gli ospiti per la loro presenza ed amicizia con la consegna di una decina di cesti, ricchi di prodotti tipici locali e di profumati mazzi di basilico, coltivato nelle serre del signor Paolo Calcagno, che a Celle Ligure cura le foglie come fossero sue creature.</p>
<p>L’appuntamento è per il prossimo anno in concomitanza della ricorrenza per la prematura scomparsa di un campione che tutto il mondo ci invidia.</p>
<p><a href="https://picasaweb.google.com/116067039154154353796/CommemorazioneFaustoCoppi2012#" target="_blank">Galleria fotografica &gt;&gt;</a></p>
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		<title>Varazze. Un pomeriggio in Biblioteca con il ciclismo scritto e raccontato</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 23:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comitato Ponente Varazzino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PonentevarazzinoNews Varazze, 3 dicembre 2011.                       Home page Un pomeriggio in Biblioteca con il ciclismo scritto e raccontato “Quando la rabbia si trasforma in vittoria” di Sante Gaiardoni e “I forzati della strada hanno fame” di Mario Cionfoli e Carlo Delfino, presentati nella Civica Biblioteca di Varazze ad un folto e attento pubblico. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ponentevarazzino<em>N</em>ews</strong></p>
<p>Varazze, 3 dicembre 2011.                       <a href="http://www.ponentevarazzino.com">Home page</a></p>
<h2 style="text-align: center;">Un pomeriggio in Biblioteca con il ciclismo scritto e raccontato</h2>
<p><a href="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/12/Varazze_3.12.11_Gaiardoni-e-Delfino.jpg" rel="lightbox[35673]"><img class="alignleft size-medium wp-image-35674" title="Varazze_3.12.11_Gaiardoni e Delfino" src="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/12/Varazze_3.12.11_Gaiardoni-e-Delfino-300x287.jpg" alt="" width="151" height="144" /></a>“Quando la rabbia si trasforma in vittoria” di <a title="sito ufficiale" href="http://www.santegaiardoni.it/" target="_blank">Sante Gaiardoni</a> e “I forzati della strada hanno fame” di Mario Cionfoli e Carlo Delfino, presentati nella Civica Biblioteca di Varazze ad un folto e attento pubblico.</p>
<p>Gaiardoni è simpatico, è forte, è perfino bello quando nella sala della biblioteca di Varazze, davanti ad una sessantina di persone, racconta la sua avventura sportiva.<span id="more-35673"></span> Veronese, contadino quando si mangiava pane e polenta, e se ti andava bene lo zio prete ti mandava qualche mese in seminario per imparare a leggere e scrivere. La prima bicicletta la paga 1.500 lire: Il resto di 28.500 lire, gli dice il meccanico che gliela vende, se vinci la tal corsa non me li dai &#8230; Sante trionfa e il meccanico, di cui sopra, quell’anno ha avuto un ammanco in contabilità … ma è contento perché ha scoperto un campioncino …</p>
<p>Sante è veloce, vince sempre in volata anche se l’arrivo è in salita. Sante va in pista; la prima volta che vede come sono “in piedi” le curve del Vigorelli si spaventa e vuole scappare. Poi ci prende gusto fino ad arrivare a vincere i giochi del Mediterraneo a Beirut (bella come un giardino fiorito …), a vincere il titolo mondiale dei dilettanti a Lipsia (il podio non c’era e mi fecero salire su un tavolino sgangherato). Quando attacca le Olimpiadi vince subito il chilometro da fermo (record del mondo assoluto, anche i professionisti non erano stati capaci di meglio) e poi trionfa contro il belga Sterckx  nella velocità. Due medaglie d’oro, quando l’oro Olimpico aveva un valore del tutto diverso e un gusto che non sapeva di doping o di diavolerie chimiche.<br />
Poi un’ottima carriera sulle piste di tutto il mondo. E una agiata maturità da nonno Milanese. Sante Gaiardoni ha raccontato tutto ciò nel suo libro e ne ha parlato con i fortunati presenti, nella sala nella Biblioteca di Varazze.</p>
<p>La scusa è stata la presentazione del suo libro ma l&#8217;intento degli organizzatori andava ben oltre &#8230; Chi ha meno di sessant&#8217;anni stenta a capire l&#8217;entusiasmo che suscitò lui giovane ventenne che, nelle prime giornate romane, portò, alla nostra nazione, organizzatrice dell&#8217;evento olimpico, due medaglie importanti.</p>
<p>Dopo gli anni del dopoguerra in cui eravamo visti con sospetto da parte delle altre nazioni , con le Olimpiadi romane dimostrammo al mondo di sapere anche organizzare con bravura un evento mondiale. Vincendo una dozzina di medaglie d&#8217;oro con grandi campioni (Benvenuti, Berruti, D&#8217;inzeo, i ciclisti, gli schermitori ecc..), ritornammo di diritto nel novero degli stati all&#8217;avanguardia per capacità e civiltà.</p>
<p>La presenza di questo grande campione (paragonabile ai giorni nostri con un Alberto Tomba o Paolo Bettini o Valentina Vezzali) ci ha fatto rivivere quei giorni e ci ha fatto capire per quali motivi lo sport della pista, come lo sport in generale, non è più modello di emulazione tra i più giovani ed è guardato con sospetto dai genitori. Lo sport ha perso forse la sua funzione educatrice e di formazione? E’ stato uno dei temi affrontati nel corso del pomeriggio varazzino.</p>
<p>“<em>Ho scritto un libro, la storia di un bambino che sognava</em> – ha dichiarato Gaiardoni &#8211; <em>dedicato a tutti i bambini che si avvicinano allo sport. È la mia storia e sarò contento di vedere e di parlare anche con i ragazzi che cominciano a pedalare o che fanno altri sport.</em>&#8220;.</p>
<p>Nell&#8217;occasione si è anche parlato dell&#8217;ultimo libro di Carlo Delfino, scritto in collaborazione con Mario Cionfoli: “I forzati della strada hanno fame”. L&#8217;alimentazione nel ciclismo eroico; miti ed evidenze dove viene analizzato con aneddoti e testimonianze dirette di grandi campioni del passato cosa era la fame e soprattutto cosa era la fame in corsa quando i rifornimenti erano scarsi, i chilometri erano molti, le strade e i mezzi meccanici inadeguati e il Giro d&#8217;Italia e le grandi classiche del ciclismo nazionale erano il banco di prova per i ciclisti che lottavano per la gloria ma anche per i premi.</p>
<p>Ha condotto l’incontro Carlo Delfino, profondo conoscitore del ciclismo d’epoca e storico del pedale, che di fronte ad una platea attenta e competente ha sviscerato gli aspetti più interessanti dell’uomo e del campione facendo riaffiorare emozioni e sentimenti. Sono intervenuti, oltre alla delegata alla cultura Mariangela Calcagno che insieme ai responsabili di settore del Comune ha curato l’organizzazione dell’evento, l’assessore Angelo Patanè e il sindaco, che si è complimentato con gli autori e consegnato a Gaiardoni una copia del periodico varazzino “Il Giornalino” e del “Lunaio 2012”.</p>
<p>Il piacevole e simpatico incontro di grande valore socio-culturale, è stato ripreso da Giuseppe Codino per Televarazze, dando così la possibilità di poterlo vedere ed apprezzare a quanti non sono potuti intervenire, si è poi concluso con un ricco buffet offerto dagli organizzatori, che grazie alla temperatura mite è stato preparato all&#8217;esterno della Biblioteca, nel suggestivo porticato del complesso delle Boschine.</p>
<p><a href="https://picasaweb.google.com/116067039154154353796/IlCiclismoInBibliotecaConCarloDelfinoESanteGaiardoni#" target="_blank">Galleria fotografica &gt;&gt;</a></p>
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		<title>Varazze. Il ciclismo in Biblioteca con Carlo Delfino e Sante Gaiardoni</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 18:12:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comitato Ponente Varazzino</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ponentevarazzino<em>N</em>ews</strong></p>
<p>Varazze, 30.11.2011.                                        <a href="http://www.ponentevarazzino.com">Home page</a></p>
<h2 style="text-align: center;">Il ciclismo in Biblioteca con Carlo Delfino e Sante Gaiardoni</h2>
<p><a href="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2010/11/sante-gaiardoni.jpg" rel="lightbox[35517]"><img class="alignleft size-medium wp-image-24876" title="sante gaiardoni" src="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2010/11/sante-gaiardoni-227x300.jpg" alt="" width="136" height="180" /></a>L’appuntamento con il ciclismo, quello scritto e raccontato da chi non solo ne sa, ma l’ha anche praticato con successo ai più alti livelli agonistici, è fissato per <strong>sabato 3 dicembre alle ore 17 presso la Civica Biblioteca di Varazze</strong>, in piazza S. Bartolomeo. A ricevere turisti e varazzini, che si recheranno nei caratteristici locali, ricavati dopo la ristrutturazione della cappella dello storico e centrale complesso delle “Boschine”, decidendo così di non perdere l’eccezionale occasione offerta, ci saranno il Dr. <strong>Carlo Delfino</strong>, noto varazzino appassionato e storico di ciclismo, e il campione olimpionico e mondiale <strong>Sante Gaiardoni</strong> (nella foto).<span id="more-35517"></span></p>
<p>L’incontro, aperto a tutti, sarà condotto da Carlo Delfino, amico di lunga data di Gaiardoni, che con la sua sensibilità e competenza farà emergere la forza agonistica e tutta l’umanità che ha sempre contraddistinto il campione.</p>
<p>Sante Gaiardoni ha vinto due medaglie d’oro alle Olimpiadi di Roma 1960, specialità ciclismo su pista. La scusa è la presentazione di un libro che racconta i suoi esordi sportivi e i suoi trionfi olimpici. Ma l&#8217;intento degli organizzatori va ben oltre &#8230; Chi ha meno di sessant&#8217;anni stenta a capire l&#8217;entusiasmo che suscitò il giovane ventenne che, nelle prime giornate romane, portò, alla nostra nazione organizzatrice dell&#8217;evento olimpico, due medaglie importanti.</p>
<p>L’incontro con Sante è inserito nel quadro delle iniziative organizzate dall&#8217;Assessorato alla Cultura che, con la guida della Professoressa Mariangela Calcagno, intende proporre la Biblioteca Civica come luogo di aggregazione, di incontro e di arricchimento culturale. E&#8217; prevista la presenza di amici e personaggi del mondo del ciclismo locale ma non solo.</p>
<p>Fonte: Dr. Carlo Delfino</p>
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		<title>Varazze. I cento anni di Giuseppe Olmo, campione ‘cerebrale’</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 22:48:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comitato Ponente Varazzino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comitato spontaneo di quartiere “Ponente Varazzino e dintorni” Varazze, 11.11.2011.                                                       Home page PonentevarazzinoNews I cento anni di Giuseppe Olmo, campione ‘cerebrale’ Il 22 novembre i famigliari, i parenti, gli amici e tutti gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Comitato spontaneo di quartiere “<strong>Ponente Varazzino e dintorni</strong>”</h3>
<p>Varazze, 11.11.2011.                                                       <a href="http://www.ponentevarazzino.com">Home page</a></p>
<h1>Ponentevarazzino<em>N</em>ews</h1>
<h2 style="text-align: center;">I cento anni di Giuseppe Olmo, campione ‘cerebrale’</h2>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/11/Gepin-Olmo.1.jpg" rel="lightbox[34949]"><img class="alignleft size-medium wp-image-34953" title="'Gepin' Olmo.1" src="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/11/Gepin-Olmo.1-195x300.jpg" alt="" width="117" height="180" /></a>Il 22 novembre i famigliari, i parenti, gli amici e tutti gli sportivi, e non solo gli appassionati di ciclismo, ricorderanno &#8220;Gepin&#8221; Olmo, nel centenario della nascita del grande campione savonese e quasi varazzino; lo facciamo anche noi con un pezzo commemorativo scritto dal Dr. Carlo Delfino, il nostro concittadino esperto di ciclismo.</span></p>
<p><em>Di Carlo Delfino</em>. Se in Liguria vi capita di imbattervi in uno che pedala, potete essere sicuri che nel 90% dei casi la sua bici porta la gloriosa firma di Giuseppe “Gepin” Olmo, il più grande talento espresso da quella striscia di terra accidentata che separa il Mar Ligure dalla cosiddetta Padania.<span id="more-34949"></span> La sua classe fu così cristallina e il suo ricordo è così vivo che tutti gli anni, finchè fu tra noi, Gino Bartali, al seguito della Sanremo, faceva sempre una breve sosta davanti allo stabilimento di Celle Ligure per rendere omaggio al compagno di tante battaglie, scomparso a Milano il 5 marzo 1992. Olmo fu grande protagonista negli anni Trenta vincendo due Milano-Sanremo e diventando primatista dell’ora per poi, sposato e trasferito a Milano, scoprirsi fortunato ed avveduto industriale.</p>
<p>&#8220;Gepin&#8221; nacque a Celle Ligure il 22 novembre 1911, quinto di sei fratelli. Si appassionò alla bicicletta pedalando ogni giorno fino a <a href="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/11/Gepin-Olmo.2.jpg" rel="lightbox[34949]"><img class="alignright size-medium wp-image-34954" title="'Gepin' Olmo.2" src="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/11/Gepin-Olmo.2-300x251.jpg" alt="" width="178" height="149" /></a>Savona, dove andava a scuola. Era l’epoca d’oro dei campioni che si allenavano in Riviera e non era raro incontrare sull’Aurelia il mitico Girardengo e gli altri della Maino, sempre in ritiro a Varazze. Proprio qui Olmo trovò anche il suo allenatore, consigliere e amico: Giuseppe Oliveri, buon routier-pistard negli anni a cavallo della prima guerra mondiale. Oliveri notò presto quel ragazzino che si accodava educato e silenzioso ai campioni, tenendone qualche volta la ruota, e lo esortò a partecipare ad una delle tante gare domenicali che in quegli anni raccoglievano debuttanti e appassionati. Si era precisamente nel giugno del 1925 e la corsa in questione era la Savona-Loano-Savona. Pare che Olmo arrivasse ventesimo, dopo aver tentato ripetutamente la fuga solitaria.</p>
<p>A 16 anni, da allievo, la sua attività divenne più seria e costante. Vinse il Giro della Madonna del Salto, la Coppa Brunoldi, la Sestri-Cogoleto e ritorno, la Varazze-Savona e ritorno, la Legino-Cairo-Legino, tutte corse che non ci dicono nulla ma che fecero sì che la sua sagoma, spesso in fuga solitaria, restasse bene impressa negli sportivi savonesi, i quali impararono subito ad amarlo. Il 1931 fu la sua migliore stagione da dilettante: in quell’anno conquistò il titolo italiano individuale e fu secondo ai campionati mondiali di Copenhagen, disputati a cronometro. L’anno dopo, alle Olimpiadi di Los Angeles, vinse la medaglia d’oro nella classifica a squadre della prova a cronometro. A questo punto passò professionista e&#8230; noi corriamo il rischio di dire troppe volte vinse questo, prese parte a quest’altro, arrivò primo a, e via dicendo.</p>
<p>A noi piace invece, saltando qua e là lungo la sua carriera, ricordare come iscrisse il suo nome nell’albo d’oro del record dell’ora, cosa che non è mai stata semplice. Dunque, era il 31 ottobre del ’35: Olmo è in Lombardia per partecipare al Giro della provincia di Milano, una cronocoppie allora molto importante che richiamava al via i migliori italiani e una nutrita rappresentanza straniera. Trovandosi in un buon momento di forma, Olmo decide da un giorno all’altro di tentare il record dell’ora. A Milano sfortunatamente pioviggina e la pista si presenta umida: che fare? rinunciare? Mai. Il fido Oliveri, vecchia volpe dei velodromi, arriva in pista con un innaffiatoio di benzina, la sparge con cura e, tra lo stupore dei presenti, la incendia. L’anello in pochi istanti si asciuga e così, poco dopo le 15, il tentativo può avere inizio. Olmo, così dicono le fredde cronache, spinge un 24&#215;7 con pedivelle da 17 centimetri. Risultato 45,090 chilometri. Il primato precedente, il 44,777 di Richard, è battuto.</p>
<p>A noi piace ricordare due belle e combattute vittorie alla Milano-Sanremo (1935 e ’38), in volata su gruppi ristrettissimi e davanti alla nobiltà del pedale, ma soprattutto possiamo immaginare il sapore particolare che può avere per un ligure la vittoria nella Sanremo. Siamo anche convinti che un bottino di 20 vittorie di tappa al Giro d’Italia non sia un risultato da poco: storica è rimasta quella ottenuta nella cronoscalata Rieti-Terminillo nel ’36, davanti a Bartali, come pure i suoi duelli allo sprint con Raffaele Di Paco e con Learco Guerra.</p>
<p><a href="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/11/Mio-fratello-Gepin.jpg" rel="lightbox[34949]"><img class="alignleft size-medium wp-image-34955" title="Mio fratello Gepin" src="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/11/Mio-fratello-Gepin-214x300.jpg" alt="" width="128" height="180" /></a>&#8220;Gepin&#8221; Olmo fu anche grande stayer: sconfina nella leggenda quel finale di corsa in cui, non contento dell’andatura fatta dall’allenatore e dopo ripetuti incitamenti, passò davanti alla moto e, fra lo stupore generale, andò ad accodarsi alla moto del rivale. Ci piaceva ricordare &#8220;Gepin&#8221; parlandone con il fratello Michele, classe 1914, discreto corridore anch’egli, che con la famiglia dirigeva la fabbrica ed il negozio di bici di Celle Ligure (anno di fondazione, 1939). «&#8221;Gepin&#8221; era molto intelligente. Ancora corridore, aveva avuto delle intuizioni geniali, con anni di anticipo, sull’aerodinamica del mezzo meccanico (vedi: raggi piatti, galletti più piccoli, angoli diversi, movimento centrale più basso, ndr). La prima bici la costruì per me nella bottega del fabbro vicino alla merceria dei nostri genitori a Celle. Finita la carriera professionistica, fu quasi obbligato ad eccellere anche nell’imprenditoria. La sua vita si svolse tra Celle, Milano e Robbio Lomellina.</p>
<p>Oltre a bici e motocicli si occupò della produzione di pneumatici, accessori, materie plastiche, cavi elettrici, resine, poliuretano espanso. Coll’industria creò lavoro e benessere per numerose famiglie anche di Varazze. Ma ritornando allo sport, io facevo di tutto per eguagliare mio fratello nelle sue prodezze atletiche e nella sua carriera ciclistica e quando da lui ricevevo le lodi per aver fatto una buona corsa, ero orgoglioso. Conservo ancora gelosamente un piccolo quaderno dove annotavo con precisione gli allenamenti, le gare, le impressioni mie e i commenti che faceva mio fratello. Prendevo anche nota dei suoi consigli su errori e cose giuste».</p>
<p>E parlando ci mostrava, emozionato, un pezzo del suo cuore &#8230; &#8220;Michelin&#8221;, che ci ha lasciato cinque anni fa’ ci diceva che la definizione più pertinente per il fratello campione è quella di &#8220;corridore cerebrale&#8221;, coniata da un grande conoscitore dello sport come il giornalista Guido Giardini. «Cerebrale perché &#8220;Gepin&#8221; riuscì, non essendo un superman, ad armonizzare i mezzi fisici con il cervello in un grande equilibrio interiore e uno “spirito” che ancora adesso vive tra le forme delle biciclissime che portano il suo nome».</p>
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		<title>Varazze: I forzati della strada hanno fame!</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 22:17:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comitato Ponente Varazzino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[иконография Comitato spontaneo di quartiere “Ponente Varazzino e dintorni” Varazze, 03.09.2011.                                                     Home page PonentevarazzinoNews I forzati della strada hanno fame! Il nuovo libro di Carlo Delfino e Mario Cionfoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="position: absolute; overflow: hidden; height: 0pt; width: 0pt;"><a href="http://ikoni.eu/">иконография</a></span></p>
<h3>Comitato spontaneo di quartiere “<strong>Ponente Varazzino e dintorni</strong>”</h3>
<p>Varazze, 03.09.2011.                                                     <a href="http://www.ponentevarazzino.com">Home page</a></p>
<h1>Ponentevarazzino<em>N</em>ews</h1>
<h2 style="text-align: center;">I forzati della strada hanno fame! Il nuovo libro di Carlo Delfino e Mario Cionfoli</h2>
<p><a href="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/09/I-forzati-della-strada-hanno-fame_Varazze_2011.jpg" rel="lightbox[33107]"><img class="alignleft size-medium wp-image-33108" title="I forzati della strada hanno fame_Varazze_2011" src="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/09/I-forzati-della-strada-hanno-fame_Varazze_2011-300x211.jpg" alt="" width="160" height="112" /></a>In libreria l’ultima opera letteraria del varazzino Carlo Delfino su come mangiavano i pionieri del ciclismo. Coautore e “gregario” il trevisano Mario Cionfoli, medico anch’esso ed  autentico appassionato di bici d’epoca.</p>
<p>Cominciamo dagli autori. Mario Cionfoli e Carlo Delfino. Si sono conosciuti all’Eroica del 2010 a Gaiole in Chianti.<span id="more-33107"></span> L’Eroica è quella manifestazione che ogni anno in Toscana raccoglie 5000 appassionati di biciclette d’epoca che si cimentano affrontando strade bianche, polvere e fango solo per il gusto di riproporre in chiave moderna il ciclismo dei pionieri e le loro condizioni di condotta di gara. Ebbene Mario e Carlo si sono parlati, hanno ragionato, si sono sintonizzati, si sono raccontati di quanto sia il ciclismo storico. Due colleghi di professione (medici) e di passione sportiva non potevano non stimarsi, e così è stato. Forgiata l’amicizia con una pedalata, i due hanno deciso di raccogliere le loro conoscenze e competenze unendo gli forzi per pubblicare un lavoro su come mangiavano i “forzati della strada”. Ed è giusto dire proprio come “mangiavano” perché cento anni fa non si parlava di alimentazione ma di come togliersi la fame, di come riuscire a sopportare fatiche inimmaginabili, di come riuscire a trovare lungo il tragitto qualcosa da mettere sotto i denti….</p>
<p>Il libro in questione (titolo completo è: (I Forzati della Strada hanno fame. L’alimentazione nel ciclismo eroico. Miti e d evidenze) ci racconterà di quando e come furono i primi tentativi di capire quando e come fosse meglio mangiare; il cosa e quanto mangiare era un optional perché il più delle volte si mangiava quello che capitava. Di esperienza in esperienza, di aneddoto in aneddoto, di certezza scientifica in sicurezza prontamente confutata, arriviamo agli anni cinquanta-sessanta con un breve ma esaustivo accenno alle prime rudimentali  pratiche dopanti intese come tentativo di favorire “la Carburazione” e l’utilizzo di ciò che veniva ingurgitato.</p>
<p>Il libro edito dalla Marcianum Press di Venezia, consta di 154 pagine e è completato da una trentina di foto che colorano l’ambientazione storica e il tema. Tutti i grandi protagonisti del ciclismo eroico del secolo scorso trovano spazio con le loro storie e i loro aneddoti legati alla fame e alla sofferenza. Brunero, Girardengo, Bottecchia, Gerbi, Gordini, Pavesi, i Campioni Francesi … per finire a Coppi e Bartali. Però anche le decine di isolati che hanno caratterizzato le cronache del “900 ciclistico diventano protagonisti della storia dell’alimentazione. Tutti portano un contributo in termini di esperienza e di ricordi. Inoltre si farà anche accenno (proponendo stralci interessantissimi) ad alcuni libri ormai introvabili come quello del Dott. Friemann, a quello di Grioni e Desgrange, primi tentativi di codificare una scienza che era tutta in divenire e che ai giorni nostri avrebbe assunto invece una importanza estrema per chi fa agonismo: l’alimentazione sportiva.</p>
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		<title>Museo dell’Olivo: Carlo Delfino presenta ‘Storia Enciclopedica della Milano &#8211; Sanremo’</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 20:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comitato Ponente Varazzino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comitato spontaneo di quartiere “Ponente Varazzino e dintorni” Varazze, 9 marzo 2011.                                            Home page PonentevarazzinoNews Museo dell’Olivo: Carlo Delfino presenta ‘Storia Enciclopedica della Milano &#8211; Sanremo’ Dopo la presentazione del libro “Quando la rabbia si trasforma in vittoria”, di Gaiardoni Sante, Lodi Francesco e Carlo Pasquino; storia e ricordi del famoso pistard pluricampione mondiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Comitato spontaneo di quartiere “<strong>Ponente Varazzino e  dintorni</strong>”</h3>
<p>Varazze, 9 marzo 2011.                                            <a href="http://www.ponentevarazzino.com">Home page</a></p>
<h1>Ponentevarazzino<em>N</em>ews</h1>
<h2 style="text-align: center;">Museo dell’Olivo: Carlo Delfino presenta ‘Storia Enciclopedica della Milano &#8211; Sanremo’</h2>
<p><a href="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/03/Carlo-Delfino_La-Storia-Enciclopedica-della-Milano-Sanremo.jpg" rel="lightbox[27993]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-27994" title="Carlo Delfino_La 'Storia Enciclopedica della Milano - Sanremo'" src="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/03/Carlo-Delfino_La-Storia-Enciclopedica-della-Milano-Sanremo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dopo la presentazione del libro “Quando la rabbia si trasforma in vittoria”, di Gaiardoni Sante, Lodi Francesco e Carlo Pasquino; storia e ricordi del famoso pistard pluricampione mondiale e olimpionico degli anni ’60, avvenuta il 5 marzo scorso presso il Museo dell’Olivo di via Garessio ad Imperia, in occasione della manifestazione “Pedalando nella nostra storia”, una mostra di biciclette d’epoca curata da Mario Labadessa, per festeggiare i 100 anni della Fratelli Carli, il varazzino Carlo Delfino, grande appassionato e autore di vari libri sul bel ciclismo, si ripresenta <strong>sabato 12 marzo alle ore 17.30</strong> per parlare, questa volta, di un opera scritta da lui e Giampiero Petrucci, mentre la parte grafica è del compianto giornalista savonese Nanni De Marco, recentemente scomparso: &#8220;Storia Enciclopedica della Milano &#8211; Sanremo&#8221;, edito nel marzo 2009 dalla Coop Tipograf Savona-Editrice Darsena.<span id="more-27993"></span></p>
<p>Un interessante volume per gli appassionati, dove è possibile trovare la storia di tutte le edizioni della &#8220;classicissima di primavera&#8221; dal 1907 ai giorni nostri. Lista dei partenti con relativi numeri di gara; la cronaca dettagliata della corsa, preceduta da un inquadramento storico-agonistico e dalla rassegna dei favoriti; Alcuni pregevoli aneddoti noti o meno noti; l’ordine di arrivo completo omologato, con distacchi precisi e note esplicative della giuria per eventuali squalifiche, rettifiche e omissioni; foto del vincitore, dei giornali dell’epoca  e dei protagonisti della corsa; alcune foto di fasi della gara. A concludere l’elenco completo dei circa  4000 arrivati in ordine alfabetico, con piazzamenti ottenuti nelle varie edizioni alle quali hanno preso parte.</p>
<p>Infine, il pubblico presente potrà assistere alla proiezione di un filmato inedito, durata sette minuti, della Milano Sanremo del 1922. E’ probabilmente uno dei filmati più completi di una vecchia corsa ciclistica seguita nel suo svolgimento dalla partenza all’arrivo.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Videointervista dell’autore a Primocanalesport</strong>: clicca</span> &lt;&lt;<a title="Videointervista all'autore" href="http://www.primocanalesport.it/video.php?id=23313 " target="_blank">.. QUI .. </a>&gt;&gt;</p>
<p><span style="color: #800080;">La mostra “Pedalando nella nostra storia”  rimarrà aperta fino al 20 marzo con ingresso libero (orario: 9.30-12.30 e 15-18.30, chiuso la domenica mattina).</span></p>
<p>Per informazioni: <a title="sito ufficiale" href="http://www.museodellolivo.com/ita/iinforma.htm" target="_blank">Museo dell’Olivo Fratelli Carli</a></p>
<p><a title="Leggi il post" href="http://www.ponentevarazzino.com/2011/03/03/27789/" target="_blank">Precedente post sull’argomento</a></p>
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		<title>Varazze. Museo dell&#8217;Olivo: Carlo Delfino presenta ‘Quando la rabbia si trasforma in vittoria’</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 19:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comitato Ponente Varazzino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comitato spontaneo di quartiere “Ponente Varazzino e dintorni” Varazze, 3 marzo 2011.                                            Home page PonentevarazzinoNews Museo dell&#8217;Olivo: Carlo Delfino presenta ‘Quando la rabbia si trasforma in vittoria’ Il 5 marzo 2011 alle ore 18, presso il Museo dell&#8217;Olivo di via Garessio ad Imperia, in occasione della manifestazione &#8220;Pedalando nella nostra storia&#8221;, una mostra di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Comitato spontaneo di quartiere “<strong>Ponente Varazzino e  dintorni</strong>”</h3>
<p>Varazze, 3 marzo 2011.                                            <a href="http://www.ponentevarazzino.com">Home page</a></p>
<h1>Ponentevarazzino<em>N</em>ews</h1>
<h2 style="text-align: center;">Museo dell&#8217;Olivo: Carlo Delfino presenta ‘Quando la rabbia si trasforma in vittoria’</h2>
<p><a href="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/03/Pedalando-nella-nostra-storia_F.lli-Carli_2011.jpg" rel="lightbox[27789]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-27790" title="Pedalando nella nostra storia_F.lli Carli_2011" src="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/03/Pedalando-nella-nostra-storia_F.lli-Carli_2011-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il 5 marzo 2011 alle ore 18, presso il Museo dell&#8217;Olivo di via Garessio ad Imperia, in occasione della manifestazione &#8220;Pedalando nella nostra storia&#8221;, una mostra di biciclette d&#8217;epoca curata da Mario Labadessa, per festeggiare i 100 anni della Fratelli Carli, il varazzino Dr. Carlo Delfino, grande appassionato e autore di vari libri sul bel ciclismo presenta, con a fianco <a title="sito ufficiale" href="http://www.santegaiardoni.it/" target="_blank">Sante Gaiardoni</a>, un importante volume sulla storia del ciclismo: “Quando la rabbia si trasforma in vittoria”, di Gaiardoni Sante, Lodi Francesco e Carlo Pasquino.<span id="more-27789"></span> Storia e ricordi del famoso pistard pluricampione mondiale e olimpionico degli anni ‘60. Una delle tante iniziative che la nota Azienda imperiese ha organizzato per il 2011, per ricordare un secolo d’attività, iniziato per caso grazie ad un abbondante raccolto di olive.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong><em>Introduzione al libro di “Marino Bartoletti”</em></strong>. E’ l’incontro casuale di due persone, un giovane impetuoso ed un campione senza età, pieno di medaglie ed esperienze; il racconto appassionato che Sante fa della propria avventura di atleta ad un ragazzo che gli ricorda molto sé stesso; un racconto lucido della propria voglia di vivere, delle sue rabbie e del come sia possibile trasformarle in vittoria; il contatto tra passato e futuro, un testimone ideale che Sante vuole affidare a tutti i giovani che devono affrontare la loro vita futura; un ottimo insegnamento per tutti.</span></p>
<p><span style="color: #008000;">Sante Gaiardoni non lo può e non lo poteva sapere quando mi ha proposto di scrivere queste righe introduttive al suo libro: è stato uno dei due grandi idoli della mia infanzia. Entrambi, curiosamente, ciclisti. La sua è la storia della rivincita di una generazione: forse di un intero Paese. La storia di un’Italia affamata di dignità e di riscatto che vedeva in un avvenimento apparentemente “solo” sportivo come le Olimpiadi di Roma, l’uscita da un tunnel di dolore, di macerie, di disperazione. La luce della speranza.</span></p>
<p><span style="color: #008000;">In quell’agosto del 1960, nelle gambe di Gaiardoni (ma anche in quelle di Livio Berruti nei pugni di Nino Benvenuti, nella spada di Edoardo Mangiarotti) era riposto l’orgoglio di chi voleva gridare la propria voglia di guardare avanti. E Gaiardoni, Berruti, Benvenuti, Mangiarotti non fallirono: ma non fallirono neppure Raimondo D’Inzeo, o Delfino, o De Piccoli, o Pizzo, o Vigna, o Bailetti, o Musso, o Arienti, o Vigna, o Bianchetto o Beghetto, ecc, tutti puntuali con la realizzazione di uno sogno che per l’Italia valeva molto più di una semplice medaglia d’oro. Il Mondo ci aveva perdonato consentendoci di organizzare quelle Olimpiadi: noi ripagammo quella fiducia, facendo vedere al Mondo di che pasta (sportiva, sociale, organizzativa, culturale) fosse fatta la nuova Italia.</span></p>
<p><span style="color: #008000;">Sante Gaiardoni fu l’unico azzurro a vincere due medaglie d’oro (delle tredici che fecero del nostro Paese la terza potenza sportiva del Continente). Se avesse gareggiato anche nel tandem e nell’inseguimento a squadre, che peraltro erano due sue specialità, ne avrebbe vinte addirittura quattro! Ma la sua gloria che qui si racconta non è una questione di numeri. Non è un libro di sport: è un libro di storia.</span></p>
<p><span style="color: #800080;">La mostra &#8220;Pedalando nella nostra storia&#8221;  rimarrà aperta fino al 20 marzo con ingresso libero (orario: 9.30-12.30 e 15-18.30, chiuso la domenica mattina).</span></p>
<p>Per informazioni: <a title="sito ufficiale" href="http://www.museodellolivo.com/ita/iinforma.htm" target="_blank">Museo dell&#8217;Olivo Fratelli Carli</a></p>
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		<title>Varazze: La figlia Marina insieme al cugino Piero e agli amici di sempre hanno ricordato Fausto Coppi</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 11:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comitato Ponente Varazzino</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<h3>Comitato spontaneo di quartiere “<strong>Ponente Varazzino e  dintorni</strong>”</h3>
<p>Varazze, 10.01.2011.                                            <a href="http://www.ponentevarazzino.com">Home page</a></p>
<h1 style="text-align: center;">Ponentevarazzino<em>N</em>ews</h1>
<h2 style="text-align: center;">La figlia Marina insieme al cugino Piero e agli amici di sempre hanno ricordato Fausto Coppi</h2>
<p><a href="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/01/Varazze_9.01.2011_Gli-amici-di-sempre-insieme-allla-figlia-ricordano-Fausto-Coppi.jpg" rel="lightbox[26551]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-26552" title="Varazze_9.01.2011_Gli amici di sempre insieme allla figlia ricordano Fausto Coppi" src="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/01/Varazze_9.01.2011_Gli-amici-di-sempre-insieme-allla-figlia-ricordano-Fausto-Coppi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ieri domenica 9 gennaio alle ore 12 il Sindaco Prof. Giovanni Delfino e gli Assessori Angelo Patanè e Mariangela Calcagno insieme alla figlia Marina, al cugino e sindaco di Castellania Piero Coppi e agli amici di sempre del “campionissimo”, in occasione del 51° anniversario della sua scomparsa, lo hanno ricordato con una cerimonia ufficiale, deponendo una corona al cippo a lui dedicato e posizionato di fronte al litorale e all’attuale “Residence Genovese al Mare”, proprio dove il tanto amato campione soleva sedersi per riposare, dopo i duri allenamenti che lo vedevano impegnato sui ripidi tornanti dell’entroterra varazzino e del savonese.<span id="more-26551"></span></p>
<p>Sono arrivati in tanti amici, compagni e gregari dell’amato “Capitano”, per portare il loro saluto e trascorrere alcune ore in compagnia dell’artefice e come sempre curatore della cerimonia, il Dott. Carlo Delfino, sportivo appassionato di ciclismo e scrittore storico proprio delle gesta di Fausto Coppi. Presente una troupe di RAI Tre, la breve e toccante cerimonia ha coinvolto anche la storica famiglia di albergatori i Delfino, titolari del “Residence Genovese al Mare”, prospiciente la passeggiata dove è posizionato il monumento, fortemente voluto da Emanuele (Lino) Delfino, che ha ospitato nella sua struttura ricettiva tanti corridori e lui, il “Campionissimo”. Molto apprezzata la decisione presa dai famigliari di ristampare il quaderno “Ciclismo a Varazze”, storica testimonianza di Lino, mancato poco prima dell’inaugurazione del monumento a Fausto Coppi.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Galleria fotografica</strong>: clicca</span> &lt;&lt; <a title="Galleria fotografica" href="http://picasaweb.google.com/109181902715759403168/CommemorazioneAFaustoCoppi#" target="_blank">&#8230; Q U I &#8230;</a> &gt;&gt;</p>
<p><a title="Leggi il post" href="http://www.ponentevarazzino.com/2011/01/08/26506/" target="_blank">precedente post sull&#8217;argomento</a></p>
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		<title>Varazze: Domani alle ore 12 appuntamento presso il cippo dedicato a Coppi</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 12:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comitato Ponente Varazzino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[NEWS DA VARAZZE]]></category>
		<category><![CDATA[- Fausto Coppi]]></category>
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		<category><![CDATA[Varazze]]></category>

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		<description><![CDATA[Comitato spontaneo di quartiere “Ponente Varazzino e dintorni” Varazze, 8 gennaio 2011.                                            Home page PonentevarazzinoNews Domani alle ore 12 appuntamento presso il cippo dedicato a Coppi Domani, domenica 9 gennaio, alle ore 12 appuntamento presso il cippo dedicato a Coppi per ricordare il “campionissimo”, nel 51° anniversario della sua scomparsa. Insieme al sindaco, Prof. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Comitato spontaneo di quartiere “<strong>Ponente Varazzino e  dintorni</strong>”</h3>
<p>Varazze, 8 gennaio 2011.                                            <a href="http://www.ponentevarazzino.com">Home page</a></p>
<h1 style="text-align: center;">Ponentevarazzino<em>N</em>ews</h1>
<h2 style="text-align: center;">Domani alle ore 12 appuntamento presso il cippo dedicato a Coppi</h2>
<p><a href="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/01/davanti-al-laboratorio-di-contini.jpg" rel="lightbox[26506]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-26507" title="davanti al laboratorio di contini" src="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2011/01/davanti-al-laboratorio-di-contini-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #008000;">Domani, domenica 9 gennaio, alle ore 12 appuntamento presso il cippo dedicato a Coppi per ricordare il “campionissimo”, nel 51° anniversario della sua scomparsa. Insieme al sindaco, Prof. Giovanni Delfino, gli amici di sempre: Sante Gaiardoni campione olimpionico pluridecorato e Mino De Rossi, e l’indomito scalatore Imerio Massignan, la figlia Marina e il cugino e sindaco di Castellania Piero Coppi, per citare alcuni dei personaggi che hanno confermato la loro presenza.<span id="more-26506"></span></span></p>
<p><span style="color: #008000;">Artefice e organizzatore dell’incontro l’appassionato, studioso e storico di ciclismo il Dott. Carlo Delfino, autore di più pubblicazioni su Coppi, che così lo ricorda per noi:</span></p>
<p><strong>“Coppi   in   riviera” di Carlo Delfino.</strong></p>
<p>Dopo le vicissitudini del conflitto mondiale, precisamente il 22 novembre 1945, Fausto Angelo Mario Coppi, nato a Castellania il 15 settembre 1919, si sposa. Dicono le carte che il nuziale sacramento viene impartito dall’Arciprete Don Bartolomeo Rossi della chiesa parrocchiale di Nostra Signora dell’Assunta di Genova Sestri; e proprio a Sestri si stabilisce con la moglie Bruna Rachele Teresa Ciampolini figlia di un agiato commerciante.</p>
<p>La luna di miele si consuma nella vicina Varazze; la cittadina rivierasca è solo distante venti chilometri ma sono altri tempi e non si va tanto per il sottile. Perché Varazze? Già, perché? Gli anziani raccontano che le prime comparse di Coppi in Riviera risalgono addirittura al 1938, quando quel ragazzo timido e dall’aria un po’ allampanata, da solo o con i soliti gruppetti che si formano ancora adesso sull’Aurelia, transitava dalla nostra città e vi faceva una breve sosta per mangiare un panino e riposarsi un attimo prima di ritornare in Piemonte. A Varazze Coppi si creò molti amici che ebbero modo di apprezzarne l’educazione, la disponibilità e la classe ciclistica innata. I fratelli Giuseppe e Michele Olmo, i meccanici Ratto e Valle, il masseur Carbunin, l’ex pistard Oliveri, Vincenzo e Vittorio Rossello … Poi gli avvenimenti si accavallarono: l’ingaggio alla Legnano, la vittoria al Giro del “40, il record dell’ora, la notorietà, ma soprattutto il conflitto mondiale … la prigionia, il disastro di una nazione.</p>
<p>Dopo il matrimonio dunque, e dopo aver lasciato la Legnano, al fine di preparare la Sanremo del 1946, Fausto macina una mole impressionante di chilometri sulla Via Aurelia sinistrata dai bombardamenti e dalle mine fatte esplodere dai tedeschi in ritirata. Nel mese di marzo i compagni di squadra della Bianchi (Leoni, Servadei, Pugnaloni, Barisone ecc.) vengono alloggiati, sulla scia di una tradizione ormai pluridecennale e risalente addirittura a Girardengo, all’Hotel Genovese naturalmente di Varazze. Qui al mattino i gregari l’aspettano proveniente da Sestri e cementando lo spirito di squadra si rendono conto che il capitano va fortissimo. Vincerà nella Città dei fiori, inutile ricordarlo, con più di un quarto d’ora di distacco su Bartali e su ciò che resta del mondo del pedale. E’ la Sanremo della rinascita, il ciclismo contribuisce a dare un briciolo di speranza e di buonumore alla gente con poca fiducia nel futuro.</p>
<p>Il Genovese, Coppi e la Bianchi diventano un connubio indissolubile, e nei saloni del confortevole albergo rivierasco, negli anni seguenti verranno a soggiornare per periodi più o meno lunghi tutti gli storici corridori biancocelesti. Milano, Carrea, Gismondi, Piazza, Crippa, Giacchero, Gaggero, Serse Coppi, si integrano perfettamente con i varazzini dei quali diventano ammirati ospiti e amici.</p>
<p>Il salumiere, il barista, la guardia comunale, l’avvocato, il massaggiatore, il fotografo; ecco, si, il fotografo Sandro Contini. E’ merito suo se nella nostra Varazze Coppi vive ancora nei suoi scatti. Coppi che prende il the con Carrea, Coppi assediato dai bambini, assediato dai suoi tifosi, dalle sue tifose. Coppi che sente la radio, che pedala sui rulli mentre è convalescente per una frattura di clavicola. Coppi nel pieno della forma con muscoli scolpiti e garretti d’acciaio. A passeggio sul lungomare, a colloquio con Tragella. Coppi elegante come un damerino. Coppi che si concede volentieri agli appassionati dopo una cena con Fiorenzo Magni e con Chierici direttore di Stadio.</p>
<p>Raccontano i vecchi che in una tarda serata Fausto sarebbe andato di persona al biliardo per recuperare a suon di scappellotti il giovane fratello Serse che … si era dimenticato di andare a dormire. Raccontano che quando lui passava davanti al negozio dell’amico salumiere pare inviasse al cielo urla da stadio. Raccontano che quando un gregario si presentava con la barba lunga o gli indumenti non puliti Fausto non era contento e lo mandava in camera a darsi una sistemata; il maldestro si sarebbe sorbito una supplementare razione di fatica in quanto avrebbe dovuto inseguire da solo…e così tutti erano sempre in perfetto ordine.</p>
<p>A Varazze si firmavano contratti, si incontravano i giornalisti e gli sponsor, c’era tempo anche per pedalare con un frate e per regalargli una fiammante Bianchi da corsa, ma c’era tempo anche per andare a trovare i suoi orfanelli o far visita ai seminaristi del Deserto. Si dice anche che il Campionissimo avesse espresso più volte il desiderio di rilevare nella nostra città a fine carriera un attività turistica, un Hotel, per diventare così un varazzino. Ma a metà degli anni cinquanta, quando esplose il caso della “dama bianca”, Varazze si schierò compatto con la Bruna e la Marina. Raccontano i vecchi che Fausto venne quasi alle mani col suo amico albergatore che gli rimproverava la sua nuova vita extramatrimoniale. Sarà probabilmente per questo che in seguito il Campionissimo preferì per i suoi giorni al mare la vicina Cogoleto o gli scogli dell’Isola d’Elba…</p>
<p>Ma Fausto vive ancora a Varazze con noi, nei nostri racconti, nella nostra passione per la bicicletta, nella nostra voglia di ospitare il Giro d’Italia e altre corse internazionali come la Varazze Sanremo femminile, prova di Coppa del Mondo. Non per niente a Varazze gli abbiamo dedicato un monumento proprio vicino alla panchina dove era solito sedersi ad ascoltare il rumore del mare.</p>
<p>Coppi in Riviera è anche il titolo di un libro edito nella nostra città. Fausto Coppi a Varazze, un campione lontano dalle tenzoni contro tutto il mondo del pedale ma a contatto con la sua anima. L’introspezione di un campione, di un uomo e le mille sfaccettature del suo carattere ….</p>
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		<title>Varazze: Grande serata a Televarazze con due campioni olimpionici e mondiali di ciclismo di ieri</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 18:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comitato Ponente Varazzino</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Comitato spontaneo di quartiere “<strong>Ponente Varazzino e dintorni</strong>”</h3>
<p>Varazze, 13 novembre 2010.                                          <a href="http://www.ponentevarazzino.com">Home page</a></p>
<h1 style="text-align: center;">Ponentevarazzino<em>N</em>ews</h1>
<h2 style="text-align: center;">Grande serata a Televarazze con due campioni olimpionici e mondiali di ciclismo di ieri</h2>
<p><a href="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2010/11/Mino-De-Rossi-e-Sante-Gaiardoni-a-Televarazze_12.11.2010.jpg" rel="lightbox[25020]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-25021" title="Mino De Rossi e Sante Gaiardoni a Televarazze_12.11.2010" src="http://www.ponentevarazzino.com/wp-content/uploads/2010/11/Mino-De-Rossi-e-Sante-Gaiardoni-a-Televarazze_12.11.2010-150x150.jpg" alt="Mino De Rossi e Sante Gaiardoni a Televarazze_12.11.2010" width="150" height="150" /></a>Un evento unico e a suo modo eccezionale venerdì sera negli studi di televarazze. La presenza di tre medaglie d&#8217;oro olimpioniche e del mondo, non è cosa da tutti i giorni neanche per emittenti televisive più blasonate; ma per la “Città delle Donne”, per la “Perla delle Riviera delle Palme” e per la località scelta dal Campionissimo Fausto Coppi, rientra nella normalità degli eventi, nella routine degli incontri con il noto e poliedrico Vittorio Badano: <a title="per approfondire" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/05/07/de-rossi-il-ciclismo-perduto-oggi-vinci.html" target="_blank">Mino De Rossi</a> e <a title="per approfondire" href="http://www.santegaiardoni.it/" target="_blank">Sante Gaiardoni</a>, grandi campioni e glorie fulgide del &#8220;bel ciclismo&#8221; di una volta, le avevano al collo e le hanno mostrate ai telespettatori.<span id="more-25020"></span></p>
<p><strong>Mino De Rossi</strong>, genovese, grande amico della nostra Città, era già stato ospite da noi in svariate occasioni, Campione mondiale dilettanti di inseguimento su pista nel 1951, nel 1952 a Elsinki ha conquistato la medaglia d&#8217;oro nel quartetto sempre ad inseguimento. Diventato professionista con la Bianchi di Fausto Coppi ha corso per qualche anno su strada con buoni risultati e in seguito si è dedicato alle “Sei Giorni” in giro sulle piste di tutto il mondo. Ha riferito di averne corse una sessantina.</p>
<p><strong>Sante Gaiardoni</strong>, veronese di nascita e milanese di adozione, grande amico di <a title="profilo" href="http://www.ponentevarazzino.com/2008/08/28/varazze-profilo-del-dott-carlo-delfino-medicina-generale-asl-2%C2%B0-savonese/" target="_blank">Carlo Delfino</a>, varazzino appassionato ed esperto di ciclismo, autore di più libri di successo e noto professionista del settore sanitario, per respirare un po&#8217; di aria salubre, ultimamente ha preso in affitto un alloggetto proprio nella nostra città. Personaggio dalla grande simpatia e carisma è un campione venuto dal nulla, senza cioè i mezzi finanziari e la facilità che hanno tanti giovani nel fare attualmente sport. Lavorava nei campi e si allenava sulle strade della provincia. Dati i buoni risultati nelle prime corse, si è trasferito a Milano e poi giovanissimo è entrato a far parte degli atleti di interesse olimpionico. Una grande motivazione e &#8220;rabbia&#8221; lo ha portato a vincere ben due medaglie d&#8217;oro: nel chilometro da fermo e nella velocità. Ha corso poi da professionista su tutti i legni del mondo fino al 1970 conquistando anche il Campionato del Mondo nel 1963, battendo il rivale di sempre, quell&#8217;Antonio Maspes che rappresenta, forse, il più forte velocista mondiale di ogni epoca.</p>
<p>La serata magistralmente condotta da Vittorio, coadiuvato dall’esperto ed appassionato Carlo e supportata dall&#8217;attenta regia con filmati e foto d&#8217;epoca, si è dipanata con aneddoti e opinioni. Ha tenuto banco la ricerca dei motivi per cui la pista in Italia ha registrato un significativo calo di praticanti e di pubblico, nonostante gli azzurri siano stati i maestri assoluti negli anni 50 e 60. E&#8217; intervenuto in diretta dal Veneto (evidentemente ci seguiva in streaming) Sergio Bianchetto, protagonista del tandem olimpico e grande velocista a sua volta, il quale ha parlato del presente della pista, lui che allena i giovani a Bassano del Grappa. Una grande emozione tenere tra le mani la medaglia Olimpica per quello che rappresenta e per il valore che aveva lo sport allora, strumento di fratellanza dei popoli e di miglioramento fisico e morale; uno sport senz&#8217;altro più pulito e vero di quello attuale.</p>
<p>Sul finire della serata un gradevole intermezzo musicale offertoci della signora <strong>Elsa Quarta</strong>, la moglie di Gaiardoni, grande cantante di musica leggera conosciuta in tutta Italia. Ha cantato abbracciando il marito (sono sposi da 46 anni) &#8220;<a title="la canzone da repertorio" href="http://www.youtube.com/watch?v=fEJVwlIP1jo" target="_blank">Tu si&#8217; &#8216;na cosa grande pe&#8217; me</a>&#8221; Ed effettivamente anche per noi avere a Televarazze ospiti così importanti è stata una cosa grande.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ponentevarazzino.com/gallery/Campioni _a_Televarazze" target="_blank"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="ScreenShot009" src="http://www.ponentevarazzino.com/gallery/Campioni _a_Televarazze/image/thumb/ScreenShot009.jpg" alt="ScreenShot009" /></a><a href="http://www.ponentevarazzino.com/gallery/Campioni _a_Televarazze" target="_blank"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="ScreenShot014" src="http://www.ponentevarazzino.com/gallery/Campioni _a_Televarazze/image/thumb/ScreenShot014.jpg" alt="ScreenShot014" /></a><a href="http://www.ponentevarazzino.com/gallery/Campioni _a_Televarazze" target="_blank"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="ScreenShot017" src="http://www.ponentevarazzino.com/gallery/Campioni _a_Televarazze/image/thumb/ScreenShot017.jpg" alt="ScreenShot017" /></a><a href="http://www.ponentevarazzino.com/gallery/Campioni _a_Televarazze" target="_blank"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="ScreenShot031" src="http://www.ponentevarazzino.com/gallery/Campioni _a_Televarazze/image/thumb/ScreenShot031.jpg" alt="ScreenShot031" /></a></p>
<p><a title="Leggi il post" href="http://www.ponentevarazzino.com/2010/11/08/24875/" target="_blank">Precedente post sull&#8217;argomento</a></p>
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