Varazze – Cittadini preoccupati per il proprio futuro

Comitato spontaneo di quartiere “Ponente Varazzino e dintorni
comitato@ponentevarazzino.com

Varazze, 21.01.2007.

PonentevarazzinoNews

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Varazze ““ I cittadini sono preoccupati
e invitano il Comitato a chiedere
chiarimenti ai politici

Rispondiamo a quanti ci hanno contattato telefonicamente, tramite e-mail, di persona, per assicurare che i delegati del Comitato saranno presenti alla pubblica assemblea, convocata dai Consiglieri Comunali aderenti al gruppo misto, che si sono allontanati da “Idea Varazze”, non solo per ascoltare quanto vorranno comunicarci, ma anche per chiedere chiarimenti a loro e a tutti i politici varazzini.

Le segnalazioni, le osservazioni e le lamentele che ci sono pervenute, confermano le preoccupazioni della cittadinanza, per quanto si sente dire e sta succedendo alla coalizione politica vincitrice delle ultime elezioni. Temiamo che il clima d’incomprensione, che ormai sembra essersi esteso e radicato, possa incidere sulla realizzazione di quelle opere che servono alla città  per sviluppare la propria economia e migliorare la vita nei suoi quartieri.

Possiamo rassicurare che non risparmieremo le dovute critiche e richiami, non abbiamo obblighi né verso le forze politiche, né verso i poteri economici e finanziari. Parleremo, come da più persone indicatoci e richiestoci, delle difficoltà  e delle problematiche che sorgono, quando alla definizione e approvazione di opere complesse sono pochi, determinati da una forza tale che non c’è verso di dissuaderla.

Invitiamo, comunque, quanti ci hanno contattati ad intervenire il 26 gennaio presso il palazzetto dello sport, per far sentire la propria voce; anche poche parole possono essere determinanti per trasmettere i veri umori della cittadinanza. Dobbiamo comunicare che non siamo d’accordo a lasciare solo l’Assessore ai progetti speciali, Cavaliere Giovanni Battista Busso, a portare avanti i progetti in discussione, per poi criticarlo su eventuali errori, come verificatosi con il recupero del cotonificio e la costruzione del nuovo porto turistico Marina di Varazze.

Occorre riconoscere e sostenere l’opera caparbia e decisa dell’Assessore, coadiuvandolo nel lavoro complesso e difficile di coordinare gli interventi e cercare compromessi tra i proprietari delle aree, gli abitanti della zona e gli interessi della collettività . Lo chiederemo ai politici che hanno deciso di allontanarsi dalla maggioranza del Consiglio Comunale, a tutti i politici di buona volontà  che amano la città  e a cittadini non più disponibili ad accettare decisioni da subire in silenzio, che vogliono contribuire a cercare di trovare le migliori soluzioni e a commettere meno errori.

I Consiglieri di questo Comitato sono decisi e determinati a non lasciare solo l’Assessore Busso, come nessuno degli altri politici che decidessero di prendere a cuore la riqualificazione del ponente varazzino, e non siamo assolutamente d’accordo con l’Assessore dott. Giulio Alluto ad andare a elezioni anticipate. Ci sono troppi progetti che aspettano di essere varati con urgenza.

Firmato: il direttivo.

Questo articolo è stato pubblicato il 21 Gen 2007 alle 18:16 ed è archiviato nelle categorie COMUNICATI E COMMENTI DEL DIRETTIVO, NEWS DA VARAZZE. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o effettuare un trackback dal tuo sito.

2 commenti

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Riportiamo articolo di: Il Scolo XIX del 21/01/2007

politica


L’Udeur agli alleati: «Torniamo alle urne»

Varazze. «Le decisioni sul futuro urbanistico della città vanno discusse e prese nelle sedi opportune, maggioranza, giunta e consiglio. Se manca coesione tra le forze politiche, meglio tornare alle urne». E’ la posizione dell’assessore Giulio Alluto (Udeur) in merito alle divergenze in maggioranza sul progetto di recupero delle aree retroportuali. Il gruppo misto nutre perplessità sulla convenzione con i privati.

 

Riportiamo articolo di: Trucioli savonese – spazio di riflessione per Savona e dintorni – del 17.06.2006.

(per meglio comprendere e rendersi conto delle problematiche attualmente in discussione)

 

Sotto inchiesta la “Marina” di Varazze  IL SECOLOXIX

 

Verifiche su alloggi, negozi , uffici e box del nuovo porto turistico di Punta Aspera. Nel mirino anche gli atti compiuti dal Comune. La procura indaga sulle concessioni per gli immobili. La Conservatoria registrò”con riserva.

I trentasei alloggi della “Marina di Varazze” sono finiti nel mirino della procura della Repubblica di Savona. Le concessioni per le costruzioni e le autorizzazioni rilasciate dal Comune per realizzare il moderno borgo del nuovo porticciolo sono ora al vaglio della magistratura penale che vuole veder chiaro un po’ su tutta la – travagliata – vicenda amministrativa la quale, dopo 27 anni, ha consentito di dare il via all’ampliamento dello scalo della Punta Aspera. Ma, soprattutto, di edificare opere a terra che, almeno sulla carta, non avrebbero nulla a che vedere con la ricostruzione e la gestione del porticciolo di Varazze. Ma che a lavori ultimati, ne fanno parte integrante.

Gli obiettivi della costruzione e gestione del porto sarebbero gli unici due, e non altri, secondo il procuratore della Repubblica, Vincenzo Scolastico, contenuti nell’oggetto della concessione demaniale originaria. Ciò anche se sono passati quasi sei lustri dalle prime decisioni, in cui sono stati modificati più volte i progetti e cambiati indici e volumetrie.


E, visto che le costruzioni già ultimate non rappresentano che una minima parte del “villaggio” che viene ipotizzato alle spalle del porto oltre l’Aurelia, il magistrato vuole fare piena luce su tutta la partita.
Un’inchiesta difficile, quella avviata dalla procura che ha tuttavia già iniziato ad acquisire un po’ di documentazione relativa alle opere a terra della “Marina di Varazze”, e pure sui finanziamenti ottenuti dai costruttori per ultimare i diversi lotti del progetto.


Ad innescarla sarebbe stato un elemento che, però, avrebbe dovuto preoccupare più il Comune e i costruttori, che non il magistrato. L’atto di concessione dell’intera area ora sistemata, è stato registrato “con riserva” alla Conservatoria dei registri immobiliari. Una formula che ha fatto insospettire gli inquirenti. E da quel momento è stato aperto un fascicolo per approfondire tutta la questione.


Da parte della magistratura di Savona c’è consapevolezza che il caso-Varazze è in qualche modo emblematico di una linea sempre più adottata dai Comuni per realizzare opere di questo tipo. Da parte degli enti locali non ci sono disponibilità economiche per costruirle, si cerca così un privato, il quale, però chiede – e spesso ottiene – di venire in qualche modo ripagato per l’investimento fatto in termini di un congruo numero di alloggi, box, uffici, negozi, da poter costruire e poi mettere sul mercato della compravendita immobiliare o delle locazioni.


E spesso i Comuni non sono nelle condizioni di negare nulla in termini di volumetrie a chi ha deciso di esporsi con propri capitali per realizzare un’opera di rilevanza strategica come, ad esempio, un porticciolo turistico. E, spesso, pur di arrivare al risultato, passano in secondo ordine i discorsi sulla tutela del territorio, sulla cementificazione, e anche sugli affari che s’intrecciano attorno a una grande opera.


Quanto è avvenuto a Varazze, tuttavia, per il momento riguarda soltanto in minima parte le case. E, anche se i progetti ancora da sviluppare parlano di una sorta di quartiere con notevoli volumetrie,
il nuovo borgo per il momento non è costituito che da 36 alloggi messi in vendita (e già in parte venduti) a 10-11 mila euro al metro quadrato. Tutto sommato un numero limitato, se rapportato al grosso impegno di spesa per rifare tutte le opere a mare.


Ma le case sul mare della Punta Aspera non sono le sole ad aver attirato l’attenzione della magistratura. Nel quartierino del porticciolo di Varazze ci sono anche box, negozi, pubblici esercizi, molti dei quali già in attività. Le verifiche in corso stanno interessando anche tutto ciò non strettamente legato all’attività turistico-portuale.
Angelo Verrando

 

21 Gen 2007 alle 18:28
ponentevarazzino:
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Riportiamo articolo di: Il Secolo XIX del 23/01/2007.

San Nazario alla maggioranza:  «Non lasciate da solo Busso»

 

VARAZZE. Settimane, forse soltanto giorni per decidere il futuro del ponente varazzino, che potrebbe passare presto dall’attuale situazione di contenuto degrado ad un nuovo e moderno assetto urbanistico.
Mentre in giunta le posizioni non sono del tutto convergenti, oggi scende in campo il consiglio di quartiere, che invita la maggioranza a «non lasciare solo l’assessore Giovanni Busso».


Il direttivo del rione San Nazario dice anche no all’ipotesi dell’assessore Giulio Alluto (Udeur) di tornare alle urne in mancanza di chiarezza.


Venerdì al Palasport si terrà una riunione indetta dal “Gruppo misto”, del quale fanno parte il vicesindaco Alessandro Bozzano, l’assessore Giovanni Baglietto, i consiglieri Giacinto Arri, Luigi Pierfederici e Stefano Baglietto, fuorusciti dalla coalizione che nel 2004 aveva sostenuto l’attuale sindaco, Antonio Ghigliazza.
Il tema è proprio il futuro urbanistico della città. Parteciperanno anche Egidio Pesce (Italia dei valori), Giovanni Battista Pittaluga (Gente di Liguria) e il vicesindaco di Savona, Paolo Caviglia (Sdi).


«Agli amministratori – sostiene il comitato “Ponente e dintorni”- chiediamo di non lasciare solo l’assessore ai progetti speciali Giovanni Busso. Una decisione dovrà essere presa in maniera collegiale, nell’interesse della città. Non è uno schieramento di parte, ma un invito a collaborare con la caparbietà e la competenza di Busso. Qualcuno,oggi, dice che l’ex sindaco ha commesso presunti errori nelle operazioni Cotonificio e porto. Cerchino dunque i politici di ottenere il massimo dall’intervento sul comparto T1 (il retroporto) ed evitino di scontrarsi frontalmente. Il ponente varazzino non può attendere che le aree ex conceria, per esempio, diventino una topaia fronte-mare, come pare siano già».

Angelo Regazzoni.

21 Gen 2007 alle 21:20

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