I cittadini ed i referendum o consultazioni consultive

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Varazze, 22.02.2008.

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I cittadini ed i referendum o
consultazioni consultive

Riportiamo due articoli del Dott. Giovanni Vaccaio pubblicati su “Il Secolo XIX” ed uno della Redazione di “Il Vostro Giornale”, quotidiano online della provincia di Savona, con il pensiero del presidente dell’Autorità  Portuale di Savona Rino Canavese, sull’argomento piattaforma Maersk di Vado, oggetto di un veloce avvio dell’iter burocratico per superare ogni difficoltà  e dare via libera all’inizio dei lavori.

Le richieste e segnalazioni che ci sono pervenute, ci hanno convinto di porre la questione in discussione e confronto nella prossima riunione. Invitiamo gli interessati a documentarsi e preparare una propria tesi da sottoporre a quanti interverranno, facilitando l’auspicabile elaborazione di una convergenza sulla reale utilità  di queste forme di coinvolgimento popolare.

Atti che possono sicuramente essere espressione di vera gestione democratica del potere, ma che se impropriamente adoperati, oppure successivamente mortificati, non sono di nessuna utilità , non risolvono i problemi ed anzi li complicano ed aprono pericolosi scenari di difficile controllo e dilagante sfiducia nei confronti dei partiti e dei politici.

Firmato: il direttivo.

Da “Il Vostro Giornale del 21.02.2008” – Consultazione Maersk, Canavese: “La maggioranza dei vadesi non ha votato”

Savona. “La maggioranza dei vadesi non si è espressa nella consultazione e questo è un dato inconfutabile. Tanto che se si fosse trattato di un referendum il quorum non sarebbe stato raggiunto rendendo non valida la consultazione popolare”. E’ quanto affermato a caldo dal presidente dell’Autorità  Portuale di Savona Rino Canavese sulla consultazione popolare di Vado per la piattaforma Maersk.

“Ritengo tuttavia che sia il caso di valutare come i cittadini che sono andati ai seggi si sono espressi nei vari quesiti per avere un quadro definitivo – prosegue Canavese – Credo anche che le istituzioni, Autorità  Portuale di Savona, Regione, Provincia, Comune debbano ragionare tutte insieme su quanto emerso nella consultazione senza dimenticare che il progetto della piattaforma è stato votato e approvato in consiglio comunale di Vado Ligure attraverso l’Accordo di programma (previsto dal decreto con cui la Regione aveva dato via libera al piano regolatore portuale) dalla maggioranza con dieci voti a favore e cinque contro”.

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Da “Il Secolo XIX del 22.02.2008” – Maersk a Vado: avanti tutta
di Giovanni Vaccaio

Il referendum di Vado non ferma la piattaforma dei contenitori: dopo la consultazione popolare – pure non vincolante – che ha mostrato la contrarietà  di una buona fetta di cittadini alla realizzazione di un grande terminal contenitori sulle coste della cittadina savonese, l’Autorità  portuale di Savona va avanti con il suo progetto. Promettendo comunque migliorie sul lato dell’impatto ambientale, come chiesto dal sindaco Carlo Giacobbe.

Ieri è stata firmata la convenzione tra L’Autorità  portuale di Savona e il consorzio di imprese Apm Terminal (Maersk), Grandi Lavori Fincosit e Techintal che dà  formalmente il via libera alla progettazione definitiva per la realizzazione e la gestione della nuova piattaforma da 800.000 contenitori con cui Maersk sbarca nel ruolo di terminalista nel nostro Paese. Di fatto è il più grande progetto di ampliamento portuale attualmente in piedi in Italia.

Intorno al tavolo al secondo piano dell’Autorità  portuale si sono riuniti il presidente Cristoforo Canavese e i rappresentanti dell’associazione temporanea di imprese che eseguirà  l’intervento: Jens Nielsen per Apm Terminal, Salvatore Sarpero per Grandi Lavori Fincosit e Technital. La firma della convenzione dà  il via alla progettazione che definirà  nel dettaglio i lavori di costruzione e le relative prospettive occupazionali. Inoltre il progetto definitivo comprenderà  anche il nuovo studio d’impatto ambientale. A quel punto, come previsto dall’accordo di programma, sarà  possibile passare alla fase successiva della valutazione d’impatto ambientale regionale.

Proprio sulle questioni ambientali si concentrano le distanze ancora da limare tra i soggetti coinvolti nell’operazione. Il Comune di Vado, infatti, conta di ottenere garanzie e dati concreti per soddisfare le richieste emerse con la recente consultazione popolare. Gli abitanti della cittadina che dovrebbe ospitare il terminal, infatti, avevano bocciato la proposta Maersk giudicando carenti proprio le garanzie sulle ripercussioni ambientali e sulle prospettive occupazionali, ma anche le proposte relative agli interventi di riqualificazione urbana promessi.

In mattinata, sempre nella sede dell’Autorità  portuale, si era svolta una riunione della conferenza dei servizi durante la quale era stata concordata la volontà  da parte di tutti i soggetti (Comune di Vado, Provincia, Regione e Autorità  portuale) di compiere un ulteriore sforzo per ridurre le emissioni in atmosfera. L’ipotesi che ha preso campo riguarda l’adozione di sistemi di movimentazione in banchina il meno impattanti possibili e, comunque, l’impiego di mezzi che rispondano alle normative europee sulle emissioni che entreranno in vigore nel 2011.

Sul fronte degli interventi di riqualificazione urbana, l’assessore regionale all’urbanistica, Carlo Ruggeri, ha sottolineato che i finanziamenti per gli interventi di riqualificazione sono già  stati individuati. «La Regione – ha spiegato Ruggeri – si è già  impegnata e assicuro che rispetterà  tempi e obblighi. Anzi, credo che entro un paio di settimane avremo un primo atto formale proprio relativo a Vado».

L’Autorità  portuale si è anche impegnata, sul lato delle infrastrutture, ad affidare la progettazione delle strade di collegamento attraverso un concorso di idee, in modo da garantire la massima qualità  architettonica ed estetica. Inoltre Canavese punta a coinvolgere Babcock&Brown, la nuova proprietà  del Terminal Rinfuse Italia, nell’opera di mitigazione dell’impatto visivo ed a verificare l’ipotesi di abbattere il silos granario.

Infine dovrebbe essere convocato entro un mese un tavolo tecnico per definire il nuovo svincolo autostradale di Bossarino. «Tutto verrà  fatto a regola – ha assicurato il presidente Rino Canavese -. Il via ai lavori potrà  avvenire solo dopo l’esito favorevole della valutazione di impatto ambientale regionale e non prima, in modo da fornire le più alte garanzie sul rispetto delle leggi su inquinamento acustico, marino e atmosferico».

Il progetto del terminal prevede una piattaforma da circa 210.000 metri quadrati gestita appunto dalla danese Maersk, e conterrà  anche l’accosto per i carichi di carbone destinati ad alimentare la centrale termoelettrica Tirreno Power (il resto dei traffici sarà  dirottato su Savona) e per le rinfuse del Tri. Il costo dei lavori di realizzazione della piattaforma è stato definito in 450 milioni di euro: 300 milioni di investimenti pubblici, 150 milioni privati da parte di Maersk.

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Da “Il Secolo XIX del 22.02.2008” – Vado, svolta sulla piattaforma – ma l’opposizione annuncia ricorsi – accordo di massima in conferenza dei servizi. Firmata la convenzione con Maersk per il progetto. Illarcio: atti di giunta da invalidare.
di Giovanni Vaccaio.

TRE ORE DI CONFRONTO, a tratti anche teso, per far arrivare in porto un primo accordo all’interno della Conferenza dei servizi referente. Gli organismi che si sono incontrati ieri mattina hanno deciso di confermare le delibere dell’ultimo Comitato portuale in cui era stato dato mandato al presidente dell’Autorità  portuale, Rino Canavese, di coordinare i miglioramenti da apportare all’accordo di programma che lega la realizzazione della piattaforma container della Maersk con gli interventi di riqualificazione urbana.

Un “via libera” che ha permesso a Canavese di sedersi al tavolo davanti ai rappresentanti dell’associazione temporanea di imprese formata da Apm Terminal (Maersk), Grandi Lavori, Fincosit e Technital, per firmare la convenzione e avviare la progettazione definitiva dell’opera.

Ieri mattina il sindaco di Vado, Carlo Giacobbe, il vicesindaco Monica Giuliano e l’assessore all’urbanistica Pietro Bovero hanno concordato con l’assessore regionale all’urbanistica, Carlo Ruggeri, accompagnato dai responsabili dei settori ambiente e opere pubbliche della Regione, con l’assessore provinciale, Roberto Peluffo, e con il presidente Canavese di sbloccare la progettazione della piattaforma e delle opere a terra per poi valutarne il possibile impatto sull’ambiente e verificarne le opportunità  occupazionali.

«La conferenza dei servizi – spiega Giacobbe – è servita per verificare gli aggiornamenti e approfondire le risposte alle questioni ambientali sollevate dai vadesi. In particolare esamineremo i dati sull’inquinamento atmosferico, su quello acustico e sugli influssi sulla circolazione della acque, nonché sull’impatto visivo della piattaforma.

L’elaborazione del progetto definitivo permetterà  di verificare anche le soluzioni costruttive e l’organizzazione del lavoro. A questo fine abbiamo convenuto che l’Autorità  portuale sottoscrivesse la convenzione con Maersk perché si possa andare avanti su questa strada. Siamo nel pieno di un percorso, la firma della convenzione non è l’arrivo e non significa l’avvio dei lavori».

«Stiamo facendo grandi passi avanti – ha aggiunto Bovero -, non mancano le difficoltà  e le posizioni distanti su alcuni punti, ma il lavoro sta viaggiando rapidamente».
Subito dopo i primi accordi tecnici, però, si infiamma già  la battaglia politica. Appena arrivata la notizia della conclusione positiva della riunione della conferenza dei servizi tra Comune di Vado, Provincia, Regione e Autorità  portuale, e appena firmata la convenzione tra Autorità  portuale e Maersk per dare il via alla progettazione definitiva del terminal container si sono scatenate le reazioni degli oppositori.

«A noi sembra che ci sia malafede contrattuale – attacca Enrico Illarcio, consigliere del Gruppo delle firme -. La maggioranza sta firmando atti importanti sapendo di essere sub-judice a causa della nomina ad assessore di Bovero, ex avversario del sindaco alle ultime elezioni. Noi abbiamo già  pronto un ricorso, anche sulla base di sentenze del Consiglio di Stato che hanno già  condannato casi analoghi. Per noi la partecipazione di Bovero in giunta potrebbe far annullare tutti gli atti successivi alla sua nomina».

Illarcio si riferisce alla sentenza numero 209 emessa dalla quinta sezione Consiglio di Stato il 23 gennaio 2007. Il procedimento riguardava un caso diverso (un assessore che era stato rimosso dal sindaco), ma secondo l’opposizione si può assimilare al caso di Vado. Secondo Illarcio, la giunta Giacobbe avrebbe dovuto presentare un nuovo programma per permettere l’ingresso in giunta di Bovero, che alle elezioni si era presentato con un programma differente.

Questo articolo è stato pubblicato il 22 Feb 2008 alle 17:56 ed è archiviato nelle categorie COMUNICATI E COMMENTI DEL DIRETTIVO, NEWS DA VARAZZE. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi andare in fondo e lasciare un commento. Attualmente il pinging non è permesso.

Un commento

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Da “Il Secolo XIX” del 13.03.2008 –Piattaforma Maersk, baruffa in Consiglio.

Consiglio comunale agitato, quello di ieri sera a Vado Ligure: sono comparsi striscioni contro il terminal Maersk e al termine della seduta c’è stato anche qualche parapiglia – subito risolto – tra chi è a favore e chi è contro il progetto Maersk.

Il Consiglio era chiamato a discutere su un’interpellanza presentata dalle opposizioni Vivere Vado, Gruppo Firme, e gruppo misto ex Margherita: i consiglieri di minoranza hanno chiesto al sindaco, Carlo Giacobbe, di conoscere i contenuti delle riunioni della conferenza dei servizi in sede referente, del 21 febbraio, e quello dell’Autorità portuale del 15 febbraio.

Il sindaco ha risposto spiegando di avere chiesto le massime garanzie ambientali per la firma dell’accordo di programma.
Le opposizioni si sono dette insoddisfatte per la risposta ricevuta e hanno chiesto la convocazione di un confronto pubblico tra cittadini e giunta, per valutare la situazione.

15 Mar 2008 alle 15:41

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