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Giorgia Würth presenta a Varazze il suo libro “Che la mia fine sia un racconto“
La Biblioteca Civica Comunale Montale di Varazze ospiterà un evento culturale di grande rilievo nel mese di maggio, grazie all’iniziativa dell’Assessore alla Cultura del Comune, Mariangela Calcagno.
Sabato 17 maggio alle ore 17:15, gli appassionati di letteratura e di tematiche sociali avranno l’opportunità di partecipare alla presentazione del libro “Che la mia fine sia un racconto. Sogniamo una Palestina libera, intanto la Palestina ha liberato noi” di Giorgia Würth. L’incontro sarà moderato da Vanni Oddera, noto per il suo impegno sociale e culturale.
L’opera della Würth è un diario collettivo che intreccia voci diverse per raccontare la lotta per la sopravvivenza di un popolo e l’impatto profondo di questa resistenza sulle coscienze di chi osserva. Il libro offre una riflessione intensa sulla giustizia, i diritti umani e la libertà di pensiero, temi che hanno assunto un’importanza ancora maggiore negli ultimi anni.
Durante l’evento, il pubblico avrà l’opportunità di dialogare con l’autrice e il moderatore, approfondendo le tematiche trattate nel libro e partecipando alla sessione di firmacopie.
L’incontro si inserisce in un calendario ricco di eventi culturali, che la Biblioteca Civica “E. Montale” di Varazze ha in programma per il mese di maggio, confermando il suo ruolo di punto di riferimento per la comunità locale, con la seguita rassegna “Parliamone in Biblioteca“.
Dal 7 ottobre 2023, per molti di noi la vita non è più la stessa. Gli eventi di Gaza hanno scosso le fondamenta della giustizia, dei diritti umani e della libertà di pensiero. Per la prima volta, attraverso i social media, assistiamo in diretta a un genocidio, e questo ha lasciato un segno indelebile su chi ha scelto di non chiudere gli occhi. Dolore, rabbia e impotenza hanno spinto molti a rivoluzionare la propria vita, le relazioni, il lavoro. In questo diario collettivo, voci diverse si intrecciano per raccontare la lotta per la sopravvivenza di un popolo e l’impatto profondo di questa resistenza sulle nostre coscienze. Sono testimonianze di sofferenza, ma anche di risveglio e liberazione, in cui la Palestina diventa una lente attraverso cui ripensare noi stessi. Un’opportunità per decolonizzare il nostro immaginario, combattere l’islamofobia e il razzismo, e sfidare la disumanizzazione. La causa palestinese non è solo un conflitto geopolitico, ma un simbolo universale di dignità e umanità per chi ha il coraggio di coglierlo. Affinché davvero non accada mai più.
Evento libero e gratuito.
Informazioni sull’autore
Giorgia Würth nasce a Genova da mamma ligure e papà svizzero. Laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul cinema, inizia presto la sua carriera di attrice spaziando dal teatro (Antigone, Cecità, 100mq), al cinema (Ex, Maschi contro femmine, Sinestesia), alla televisione (Moana, Rocco Schiavone, Le tre rose di Eva). Conduce diversi programmi in radio, sia in Italia che in Svizzera (Radio Rai, RSI). Nel 2017 scrive e dirige il documentario “Salvatrice, Sandra Milo si racconta” premiato con il Nastro D’argento, e si appresta a dirigere il suo primo lungometraggio di finzione. Nel 2010 pubblica per Fazi il primo romanzo, “Tutta da rifare”, nel 2014 “L’Accarezzatrice” per Mondadori, nel 2019 “IO, LUI e altri effetti collaterali” e nel 2023 “Mamme single per scelta” per NOEDITORE, la sua (non)casa editrice.
“Che la mia fine sia un racconto“ è il suo nuovo libro. Un’opera potente e toccante che, attraverso la condivisione di esperienze personali, ci mette di fronte alla realtà brutale del conflitto israelo-palestinese e al suo impatto devastante sulla vita di milioni di persone. Il libro ci chiama a non rimanere indifferenti, a trasformare il dolore in azione, a rompere il silenzio e a lottare per un futuro di giustizia e di pace. Un diario collettivo che esplora il dolore di chi è affetto dalla sindrome dello spettatore impotente per cristallizzare le emozioni di un momento storico che verrà studiato a scuola come uno dei periodi più bui della nostra storia recente: il genocidio di Gaza.
Fonte: Città di Varazze.





































































































