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19 Maggio 2025

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Nella Biblioteca di Varazze la Würth e Oddera hanno affrontato il dramma della Palestina

Quasi un grido di dolore, quello lanciato da Giorgia Würth, sabato 17 maggio 2025 nella Biblioteca Civica “E. Montale” di Varazze, presentando il suo ultimo libro “Che la mia fine sia un racconto” (Sognavamo una Palestina libera, intanto la Palestina ha liberato noi). Evento organizzato dall’Assessore alla Cultura Mariangela Calcagno, nel contesto della rassegna mensile “Parliamone in Biblioteca“.

Tema quanto mai di attualità e di vitale importanza, affrontato insieme a Vanni Oddera, in un significativo gemellaggio di intenti a favore del prossimo:
Giorgia per quanto riguarda ciò che sta succedendo a Gaza alla popolazione civile, soprattutto ai bambini;
Vanni, colonna portante dei Freestyle, immerso da anni nella sua mission di Mototerapia a favore di chi, specialmente i bambini, traggono un prezioso aiuto psicologico, atto a superare traumi fisici e morali.

Entrambi i protagonisti del pomeriggio culturale e di pressante attualità, dopo la presentazione dell’Assessore Calcagno, hanno dato vita e colore ai rispettivi campi di azione, a cominciare da Giorgia Würth, che ha illustrato con una passione che denota la propria, sofferta partecipazione, il dramma della popolazione civile palestinese, vittima, come spiega con esempi riportati del resto dai social di tutto il mondo. Una reazione quella israeliana oltre i limiti del sopportabile, in cui i bambini, soprattutto, sono i più colpiti nella loro naturale crescita fisica e intellettuale, privi ormai di scuole, ospedali, e della loro dovuta infanzia, nonché di cibo.

L’esercito israeliano, spiega Giorgia, sta distruggendo un popolo che crede in sé stesso e nella propria libertà, fermo in una fede che idealizza ogni palestinese ucciso come “martire“, premiato con l’immediato Paradiso di Allah e per questo motivo impossibile da vincere, una fede che è la sola forza per sopravvivere. Occorre pertanto smuovere l’indifferenza, che diventa colpa, di tanta opinione pubblica, per far cessare questo autentico massacro.

Vanni, dalla sua posizione di aiuto al mondo giovanile, secondo il suo specifico programma, trova una naturale sintesi d’intesa con Giorgia, spiegandone lo spessore che li unisce in questa e altre battaglia per un mondo migliore, sensibile nella concretezza, ai problemi del prossimo.

Calore e passione sono stati i pilastri di questo pomeriggio, dove le parole, accompagnate da alcune proiezioni, sono diventate squarci di luce in una pesante nebbia di dolore e di incomprensioni, scuotendo il pubblico che ne ha seguito lo sviluppo con meditata partecipazione.

“Che la mia fine sia un racconto” è una lezione per tutti noi, figli del benessere e del “non disturbatemi, ho altro cui pensare“. Siamo tutti coinvolti in questo grido di dolore lanciato dalla Würth, come affermato da Leandro Cappiello, attento commentatore delle problematiche che assillano il presente e il “possibile futuro dell’umanità.” Non si capisce perché non si riesca a smuovere le coscienze, per rendersi conto di questo angoscioso problema.

L’attacco di Hamas fu proditorio e criminale, aggiungiamo noi, ma la reazione della stella di David è andata oltre ogni considerazione “logica“. Finiamola.
Dalla grotta ai grattacieli tante cose sono cambiate, ma l’Homo Sapiens pare sia rimasto alla clava.

In finale dell’evento Vanni Oddera, che aveva portato in Biblioteca il suo cavallo da battaglia, ha entusiasmato grandi e piccoli con alcune esibizione motociclistiche nel giardino delle Boschine, portando in elettrizzanti galoppate alcuni bimbi e bimbe, ultima Giorgia Würth, alla quale vanno i nostri complimenti uniti a Vanni.

Il bene si può fare in tanti modi, con la penna e anche con lo scoppiettare di una moto da cross. Alla presentazione del libro erano presenti Piero Spotorno e Giuseppe Bruzzone, che hanno ripreso l’intero incontro culturale, che verrà trasmesso da “AMA Liguria” sul canale 99 del digitale terrestre.

(Testo e immagini di Mario Traversi)

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