Relazione Annuale 2007 della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga

Comitato spontaneo di quartiere “Ponente Varazzino e Dintorni
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Varazze, 06.04.2008.

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Relazione Annuale 2007
della Direzione Centrale per
i Servizi Antidroga

Riceviamo dal Dott. Ugo Ferrando, Presidente di Narconon sud Europa e pubblichiamo la relazione annuale del 2007 della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, con l’aggiunta di altre notizie sull’argomento trovate on line.

Direzione Centrale per i Servizi Antidroga Relazione Annuale 2007.

Inviato da: Ass. Narconon Sud Europa
Via Leoncavallo 8 – 20131 MILANO – Tel. 02 36589162
info@narcononsudeuropa.orgwww.narcononsudeuropa.org/

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ha presentato il 25 marzo 2008 la Relazione Annuale 2007, giunta alla sua XXVI edizione che fornisce un consuntivo sullo stato del narcotraffico ed uno strumento utile per individuare le risposte strategiche al costante incremento del traffico di sostanze stupefacenti.

Narconon Sud Europa

La produzione ed il traffico delle principali sostanze stupefacenti, nonostante le numerose iniziative realizzate dalla Comunità  internazionale e dalle Autorità  locali, continuano a crescere, toccando indici allarmanti per la pericolosità  che esse stesse costituiscono e per il diretto coinvolgimento di organizzazioni criminali transnazionali.

La produzione globale di cocaina e di eroina non accennano a diminuire. Il mercato europeo, insieme a quello statunitense, è il primo mercato mondiale di consumo di ogni tipo di sostanza stupefacente, mentre quello italiano è attualmente tra i primi mercati di cocaina ed il secondo di’eroina (dopo quello britannico).

I dati relativi al contrasto nazionale indicano uno sforzo crescente, e danno un risultato che si inserisce tra i primi raggiunti negli ultimi quindici anni.

L’Italia è sempre più impegnata nelle principali iniziative internazionali volte ad arginare l’ondata di stupefacenti che annualmente si dirige verso il mercato europeo e a contrastare le agguerrite organizzazioni criminali, in grado di minare le basi della sicurezza di intere popolazioni e di destabilizzare numerose aree geografiche del globo.

In tale scenario l’apertura dell’Ufficio dell’Esperto Antidroga di Kabul rappresenta una scelta strategica che mira al completamento di un dispositivo di intelligence, articolato attorno alla principale area di produzione dell’eroina ed alle principali direttrici di transito verso l’Italia.
Oltremodo indispensabile si rivela il quadro della cooperazione internazionale di polizia, per cui si è dato vita ad una serie di iniziative, tra cui:

– la conduzione del COSPOL Heroin, un gruppo di lavoro costituito su decisione della Task Force dei Capi delle Polizie Europee al fine di approntare un piano strategico ed operativo a breve termine per un più efficace contrasto delle reti criminali dedite al traffico dell’eroina in Europa;

– la partecipazione al C.A.R.I.C.C. (Central Asian Regional Information and Cooperation Centre), con sede ad Almaty (Kazakhstan), cui partecipano le Repubbliche Centro Asiatiche.

– la partecipazione, unitamente a Spagna, Portogallo, Francia, Inghilterra, Irlanda ed Olanda, al MAOC (N) – Marittime Analysis Operation Centre (Narcotics) -, un centro di intelligence ed operativo con sede a Lisbona, che monitora e controlla il traffico marittimo di cocaina diretto in Europa attraverso l’Atlantico, compreso il Mar Mediterraneo;

– la promozione, unitamente ai collaterali organismi di Francia e Spagna, della creazione nel bacino del Mediterraneo di un centro di intelligence con il compito di interdire il traffico di droga cui partecipino tutti i Paesi rivieraschi dell’area occidentale del Mediterraneo;

– l’avvio di un progetto di condivisione delle informazioni acquisite da tutti gli Ufficiali di Collegamento europei dislocati nei Paesi dell’Africa Occidentale, che prevede la formazione, l’aggiornamento professionale ed il supporto, tecnico ed umano, degli organismi di polizia locali.

Il quadro delineato dimostra come il traffico di sostanze stupefacenti è il fattore chiave nell’evoluzione del crimine organizzato internazionale. Ecco perché la D.C.S.A. ricopre un ruolo centrale, come strumento informativo e di propulsione, nei riguardi di tutte le Forze di Polizia operanti sul territorio, grazie agli evoluti livelli di professionalità  e di specializzazione che essa esprime, in sinergia con i diversi attori istituzionali impegnati a garantire la sicurezza nazionale.

Fonte: Ministero dell’ Interno

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Droga
Dal sito del Ministero dell’Interno – 25.03.2008

“Droga, presentata dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga la 26° Relazione annuale sul

narcotraffico – Dal rapporto emerge una grande diffusione nel mercato italiano di cocaina ed eroina.

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ha presentato la Relazione annuale per il 2007, giunta alla sua ventiseiesima edizione, che offre una dettagliata analisi sull’andamento del fenomeno del narcotraffico nella sua dimensione internazionale, nazionale e locale.

La Relazione si basa sulle informazioni provenienti dagli organismi investigativi italiani impegnati giornalmente sul territorio e su quelle degli esperti antidroga all’estero che costituiscono una rete capace di monitorare le principali aree di produzione e le rotte mondiali del traffico.

Dal quadro generale emerge che nonostante le numerose iniziative, politiche e di contrasto realizzate, la produzione e il traffico delle principali sostanze stupefacenti continuano a crescere.

In particolare l’Europa, insieme a quello statunitense, è il primo mercato mondiale di consumo di ogni tipo di droga, specie di cocaina ed eroina, mentre quello italiano è attualmente tra i primi mercati della cocaina ed il secondo dell’eroina dopo quello britannico. Anche se i dati relativi al contrasto nel nostro Paese indicano per il 2007 uno sforzo crescente che rappresenta un risultato tra i primi raggiunti negli ultimi quindici anni.

Da segnalare in tal senso l’opera della Direzione centrale antidroga che partecipa attivamente ad una serie di iniziative internazionali tra cui i progetti Cospol Heroin, di cui ha assunto il ruolo di promotrice, che si prefigge l’obiettivo di approntare un piano operativo a breve termine per disarticolare le organizzazioni criminali dell’est Europa dedite al traffico di eroina e il progetto Maoc-n, un centro di intelligence ed operativo con sede a Lisbona creato con lo scopo di monitorare e contrastare il traffico marittimo di cocaina diretto in Europa attraverso l’Atlantico.

La Relazione evidenzia, quindi, come il traffico di sostanze stupefacenti sia il fattore chiave nell’evoluzione del crimine organizzato internazionale.”

ed ancora

“Droga, la prefettura di Rieti per una azione preventiva sin dalle scuole elementari e medie – La decisione presa in sede di Conferenza Permanente dopo l’esame dei dati sul consumo e la diffusione delle sostanze psicotrope sul territorio sabino.

Si è riunita a Rieti presso la prefettura il 20 dicembre 2007 la Conferenza Provinciale Permanente nella Sezione IV relativa ai ‘Servizi alla Persona ed alla Comunità ‘ ove sono confluite le attività  della Commissione tecnica, costituita dal Prefetto di Rieti Sergio Mustilli con il compito di raccogliere, elaborare ed interpretare i dati e le informazioni statistiche sul consumo e la diffusione delle sostanze psicotrope per individuare soluzioni che contrastino il fenomeno, con particolare attenzione verso il mondo dei giovani.

Nel corso della riunione – cui hanno partecipato i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, dei comuni capofila dei distretti socio-sanitari della provincia, il responsabile del Servizio Tossicodipendenze della ASL e un funzionario dell’Ufficio Scolastico Provinciale – sono stati analizzati i dati relativi alla diffusione dell’uso di sostanze stupefacenti sul territorio della provincia. Dallo studio è emerso, tra l’altro, che la maggioranza delle segnalazioni giunte alla Prefettura da parte delle Forze dell’Ordine riguarda soggetti residenti nella zona della Bassa Sabina.

I rappresentanti dei comuni hanno preso atto delle indicazioni emerse ed hanno espresso la volontà  di programmare azioni più mirate relative alla prevenzione delle tossicodipendenze.
Considerando poi i dati relativi alla scolarità  dei soggetti segnalati, che in larga maggioranza è limitata al diploma di scuola media inferiore, si è convenuto di spostare il focus delle azioni preventive, attualmente limitato ai Centri di Informazione e Consulenza (C.I.C.), attivi nelle scuole medie di secondo grado, alle scuole elementari e medie.

Il rappresentate dell’Ufficio Scolastico Provinciale ha manifestato la disponibilità  a

collaborare con i comuni e con la ASL per rendere l’azione preventiva all’interno delle scuole più efficace e mirata impegnandosi a fornire i dati aggiornati relativi agli abbandoni scolastici precoci.

Al termine dell’incontro è stato concordato di proseguire il lavoro di monitoraggio del fenomeno auspicando un rafforzamento della integrazione degli interventi per la costituzione di una rete territoriale sempre più efficace.”

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Droga, Fioroni: la campagna del Ministero va avanti già  da un anno.
dal sito della Pubblica Istruzione

“Prevenzione, rispetto delle regole, patto di corresponsabilità  con le famiglie.

Tre sono i fronti sui quali il Ministero si è impegnato già  da un anno: prevenzione, rispetto delle regole, patto di corresponsabilità  con le famiglie.

Prevenzione: a settembre i dirigenti scolastici avranno le nuove direttive e partirà  una campagna per spiegare agli studenti gli effetti e i pericoli legati alle dipendenze.

Rispetto delle regole: se un ragazzo prende a schiaffi un diversamente abile prima viene punito, poi si cerca di recuperarlo. Cosà¬, se un ragazzo spaccia, prima verrà  punito e poi partiranno gli interventi educativi. C’è una linea di fermezza che va ripristinata e delle regole umane e civili da rispettare.

Patto di corresponsabilità  con le famiglie: se i genitori fossero preoccupati per alcune s

ituazioni che si verificano nelle scuole, possono accordarsi con il dirigente scolastico e chiedere l’intervento della Asl. Nulla a che fare col kit antidroga della Moratti. Solo in casi estremi è plausibile l’intervento diretto delle forze dell’ordine.

Il percorso che abbiamo individuato si basa sulla persuasione e sull’informazione dei ragazzi sui gravi danni psico-fisici causati dal consumo di sostanze stupefacenti e dell’alcol.

Stiamo lavorando per rendere effettivo il rispetto delle regole già  esistenti nelle scuole, che in alcuni casi vengono purtroppo disattese. Sono stufo di vedere foto di ragazzi che fumano sotto i cartelli ‘vietato fumare’. E se questo vale per il tabacco, figuriamoci per gli spinelli.

Verrà  messo a disposizione dei responsabili degli istituti in cui dovessero verificarsi situazioni particolarmente difficili un gruppo di ispettori che avrà  il compito di ristabilire l’ordine e far rispettare le regole interne.

Nelle prossime settimane elaboreremo ordinamenti a livello provinciale e regionale che prevedano anche l’intervento delle forze dell’ordine laddove dovesse rendersi necessario, ma anche per consigliare le istituzioni locali su come collaborare con le scuole per la prevenzione dell’uso di droghe e alcol.

Comitato Scuola e Legalità  – Sintesi delle azioni per la prevenzione del disagio elaborate dalle commissioni di lavoro.

Nell’ambito dei lavori del Comitato Nazionale “Scuola e Legalità “, istituito con Decreto Ministeriale del 5 febbraio 2007, il gruppo ha affrontato il tema della prevenzione del disagio dei giovani, dentro e fuori la scuola, prevedendo una serie di azioni mirate da realizzare anche attraverso il contributo degli altri Ministeri e di tutte principali associazioni che, sul territorio, si occupano di prevenzione.

Nel primo rapporto dei lavori del Comitato “Scuola e Legalità “ si legge: “Il complesso di opportunità  offerte dal Ministero della Pubblica Istruzione è orientato al superamento della cultura dell’emergenza a favore della cultura della prevenzione. A tale proposito, le Linee di indirizzo generali per la prevenzione e la lotta al bullismo emanate in data 5 febbraio 2007 hanno prospettato un piano di interventi e di azioni per supportare ed incrementare iniziative di prevenzione e contrasto delle varie forme di violenza giovanile”.

Le azioni da intraprendere

Il complesso delle azioni che sarà  avviato dal M.P.I dovrà  essere orientato, in questa ottica, al superamento della cultura dell’emergenza a favore di quella che si può definire la cultura della prevenzione. In tal senso, risulta fondamentale creare le condizioni culturali e materiali per costruire un ambiente positivo fin da quando gli alunni iniziano il proprio percorso all’interno del sistema formativo, al fine di sostenere la loro capacità  di progettazione, di azione diretta, di verifica, di esplorazione e di riflessione.

A supporto di quanto verrà  realizzato in tal senso – a livello territoriale o della singola scuola – saranno avviati, a livello nazionale, programmi di promozione della salute, di prevenzione del disagio giovanile e di contrasto alla violenza, al bullismo e all’illegalità .

Particolarmente importante sarà  la collaborazione tra questo e gli altri Ministeri, al fine di affrontare il fenomeno del disagio in tutte le sue forme e sia da un punto di vista preventivo che investigativo.

Lo strumento disciplinare si colloca, dunque, in uno spazio intermedio fra l’essenziale momento di formazione/prevenzione e quello del ricorso all’autorità  giudiziaria, per fatti di tale gravità  da non poter essere risolti con strumenti di natura educativa. In ambito scolastico, infatti, la misura disciplinare, oltre ad un valore sanzionatorio, ha prima di tutto una funzione educativa.

La collaborazione con la Polizia di Stato e le altre Forze dell’Ordine.

Oltre al più immediato scopo educativo, le iniziative della Polizia di prossimità  si concretizzano nelle attività  di prevenzione che la Polizia di Stato è istituzionalmente deputata a realizzare, con l’importante obiettivo di sensibilizzare sin dall’infanzia al tema della vicinanza alle istituzioni.

Sono stati cosଠavviati numerosi progetti nazionali e locali, in collaborazione con altre istituzioni, che coinvolgono gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado. I progetti presentano una comune modalità  organizzativa e attengono a tematiche differenti, a seconda dei concorsi e dei momenti di incontro cui sono stati collegati.

Di tali progetti meritano richiamo soprattutto “Il poliziotto, un amico in più”, “Un pallone per amico” e “Icaro”. Il progetto “Il poliziotto, un amico in più” intende favorire lo sviluppo e la diffusione di una cultura della legalità , del rispetto delle regole e di quei principi di tolleranza, su cui si fonda una società  civile.

Spazi di sostegno agli studenti nelle scuole

Tutto il personale della scuola può svolgere un ruolo importante per la prevenzione e del contrasto delle patologie che insidiano le giovani generazioni, e della diffusione di una cultura della legalità  e della sicurezza. Si pensi all’importante compito di vigilanza degli alunni cui attende il personale ausiliario, compito in forza del quale tale personale spesso è più vicino degli stessi docenti alla vita e all’attività  degli alunni.

Il Ministero della Pubblica Istruzione, nell’esercizio del proprio ruolo istituzionale di indirizzo e promozione, dovrà  assicurare agli Istituti Superiori Autonomi un’attività  di consulenza esperta per la progettazione di azioni educative volte a contrastare atteggiamenti di disagio, di dichiarata illegalità  e a contenere gli alti tassi di abbandono scolastico nelle aree a rischio.

Tale obiettivo potrebbe essere conseguito sia attraverso il ripristino degli sportelli-Scuola sia attraverso la costituzione di task force interistituzionale composte da psicologi dell’età  evolutiva, pedagogisti, metodologi della ricerca, assistenti sociali, mediatori culturali, rappresentanti dell’ Ufficio minori delle Forze dell’ordine, rappresentanti di agenzie formative di dichiarata esperienza in materia di educazione alla legalità  ed operanti sul territorio.

L’équipe specialistica potrà  partecipare, su richiesta e in situazioni di grave emergenza educativa, separatamente o in maniera congiunta, alla progettazione di interventi mirati. Il ruolo svolto dalla task force dovrà  essere limitato sul piano territoriale a quelle situazioni che dovessero richiedere un intervento urgente e straordinario.”

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Per maggiori informazioni ed approfondire l’argomento visitate:

voglio-una-vita-spericolata-fedecristiana-net.gif

Problema droga – http://www.fedecristiana.net

FENOMENO SOCIALE
I. MOTIVI
II. CONSEGUENZE .
III. VITTIME.
IV. RIMEDI e CURE.
1 – L’informazione.
2 – Recupero e cure.
NATURA E DIFFUSIONE
A – TIPI DI DROGHE
B – ORIGINI
C – LEGISLAZIONE
D – CONCLUSIONI

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Dal sito di “Orizontescuola” – Studenti: I giovani e la droga: solo il 69% dice no.

“A ridosso del rapporto del Viminale che ha reso noto come sono cambiati i consumi di droga in Italia tra il 1991 ed il 2006, la redazione di Studenti.it ha voluto sondare il terreno chiedendo ai suoi utenti che rapporto hanno con le droghe.

Solo il 69% degli utenti di Studenti.it dichiara di non aver mai fatto uso di droghe mentre un 11% dichiara di aver fatto uso di droghe leggere ma di aver smesso cosଠcome l’1% che dichiara di aver assunto droghe pesanti ma, anche in questo caso, di aver smesso. Il 16% dei partecipanti all’inchiesta, invece, dichiara di assumere attualmente droghe : per il 13% si tratta di droghe leggere mentre per un 3% di droghe pesanti.

I risultati , quindi, dell’inchiesta di Studenti.it sono in linea con quanto sottolineato dal rapporto del Viminale secondo il quale le droghe leggere – hashish e marijuana- sono le sostanze preferite dagli under 18.”

Per maggiori informazioni:
http://www.studenti.it/superiori/inchieste/droghe_giovani.php

Questo articolo è stato pubblicato il 06 Apr 2008 alle 22:19 ed è archiviato nelle categorie NEWS DA VARAZZE, SPIGOLATURE. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi andare in fondo e lasciare un commento. Attualmente il pinging non è permesso.

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