Ponente Varazzino


21 Giugno 2008

Varazze – Cosa pensano i cittadini dei Termovalorizzatori

Filed under: - Rifiuti: gestione e trattamento,NEWS DA VARAZZE — Comitato Ponente Varazzino @ 22:06

Comitato spontaneo di quartiere “Ponente Varazzino e Dintorni
comitato@ponentevarazzino.comwww.ponentevarazzino.com

Varazze, 20.06.2008.sistema-di-depurazione-dei-fumi-del-termovalorizzatore.jpg

PonentevarazzinoNews

Cosa pensano i cittadini dei
Termovalorizzatori

Il dibattito sulla gestione dei rifiuti in Liguria organizzato nella nostra sede il 5 giugno scorso, presieduto dal Sindaco Avv. Ghigliazza, con la partecipazione del Senatore Orsi, degli Assessori Zunino della Regione, Filippi della Provincia, Alluto del Comune di Varazze, del Consigliere Regionale Vasconi, e della rappresentante di Rete Nazionale Rifiuti Zero Sig.ra Stramigioli, ha suscitato l’interesse non solo di quanti seguono il nostro impegno sociale sul Web, ma di tante persone che ci fermano per strada per chiedere informazioni e notizie sull’argomento.

La gente ha proprio bisogno di essere informata, di sapere come funzionano le cose per potersi adeguare. Noi di Ponente Varazzino riteniamo sia veramente giunto il momento per i nostri Pubblici Amministratori, sia Politici che Tecnici, di programmare l’informazione come uno dei loro compiti quotidiani.

Da quello che abbiamo sentito e dalle segnalazioni pervenutaci, ci siamo resi conto che molti nostri concittadini hanno idee chiare e precise su cosa occorre fare per migliorare la situazione della gestione dei rifiuti. Sono però frastornati e demoralizzati da una articolata e studiata disinformazione, in alcuni casi controinformazione, tendente a mantenere un dannoso “status quo” per molti, a vantaggio di pochi che dai Materiali Post Consumo (MPC) traggono ingenti profitti.

Continueremo a trattare l’argomento con successivi incontri, il prossimo è programmato per il 4 settembre p.v., mentre nel frattempo pubblicheremo notizie ed indagini che ci pervengono o troviamo in rete. Documentazione che possa contribuire a far prendere coscienza del problema al maggior numero di persone possibile.

In questo post vi proponiamo una serie di pareri favorevoli e contrari all’utilizzo dei termovalorizzatori; evidenziando ad ogni modo come anche i favorevoli sono convinti che prima occorra puntare alla riduzione della produzione, alla raccolta differenziata spinta o porta a porta, all’uso dell’incentivo economico (codice a barre), a pene certe per i trasgressori e poi, selezionare tra le possibilità  offerte dalle moderne tecnologie quella meno impattante ed inquinante.

Come dire “¦ una parte di noi gente comune è pronta, con i restanti è necessario lavorare con una capillare e seria sensibilizzazione (Ponente Varazzino lo fa sistematicamente e da tempo); E Voi Pubblici Amministratori, Politici, Dirigenti, Funzionari, ecc. “¦ , Ci volete dare per cortesia istruzioni e mezzi idonei a consentirci di diventare “virtuosi”, almeno per quanto riguarda il nostro approccio con i rifiuti, che produciamo sempre più in abbondanza?

Riportiamo il pensiero di quanti si confrontano sul Web a proposito dei Termovalorizzatori usati per disfarsi dei rifiuti urbani, producendo energia e pure nano polveri che inquinano l’ambiente, in buona compagnia comunque di centrali elettriche a carbone, cementifici, altiforni, caldaie, automobili e tante altri fonti più o meno note al grande pubblico.

Favorevoli:

  • Ultimamente si parla molto riguardo ai termovalorizzatori (o inceneritori). C’è chi è favorevole in quanto li vede come un ottimo mezzo per ricavare energia dai rifiuti, chi invece crede siano il peggior male possibile in quanto generano emissioni tossiche. In molti sono divisi su questo argomento, anche ambientalisti. In Toscana, dalla mie parti (Ospedaletto ndr) c’è un Termovalorizzatore che a mio avviso non rappresenta certamente Satana, ma un’ottima occasione. Inoltre in Europa ed in Italia esistono altri esempi di inceneritori ben funzionanti. Ma sebbene io sia (tendenzialmente) favorevole al loro utilizzo, credo che non dobbiamo abusarne, ma che prima di incenerire i rifiuti si debba provvedere al loro riciclaggio e recupero.
  • Sia Ronchi che Matteoli hanno portato avanti il discorso della differenziata, e penso infatti che il problema delle discariche piene si possa risolvere (prima che attraverso il termovalorizzatore) attraverso sistemi di riciclaggio per materie quali carta, alluminio, plastiche etc … In secondo luogo quindi utilizzare i termovalorizzatori, che comunque sono necessari per altri tipi di rifiuti (pensate agli scarti farmaceutici). Se poi il sistema è veramente all’avanguardia si può anche pensare di utilizzare una percentuale della raccolta differenziata (ciò che poi produce energia in modo migliore sono gli scarti cartacei e plastici) per il termovalorizzatore, e le discariche utilizzate per le ceneri e le polveri residuate…D’altra parte credo che nessuno abbia la bacchetta magica per far sparire ciò che produciamo…
  • Io andai qualche anno fa ad una gita scolastica al termovalorizzatore della mia città . Vi assicuro che i controlli ci sono, tutto è monitorato e gli scarti che producono sono minimi, e assolutamente non nocivi, proprio perché bruciano a temperature elevatissime. Io penso che siano una cosa positiva, ma anche il riciclo non và  messo da parte.
  • In linea di massima sono favorevole al loro uso, ma ovviamente a certe condizioni. Prima di bruciare i rifiuti in questi impianti si DEVE riciclare il tutto il possibile e quindi negli inceneritori dovrebbe andare solo quella parte dei rifiuti non riciclabili. Usarlo in modo costruttivo e non distruttivo, quindi non abusarne ed effettuare controlli di sicurezza. Del resto la vedo molto difficile alle condizioni attuali provare nuovi sistemi, perché come sappiamo noi italiani non siamo di mente poi cosଠaperta come vogliamo sembrare
  • Possono portare dei vantaggi ma dovrebbero essere usati come ultima opzione quindi, a monte, deve esserci una buona raccolta differenziata. In caso contrario, a parte cambiare denominazione da inceneritori a termovalorizzatore, non cambia di molto la sostanza. Naturalmente chi si trova un termovalorizzatore vicino casa non può gioirne perché comunque inquina e bene non fa certamente alla salute.
  • Sono favorevole. Partendo, dal presupposto, che non esiste la soluzione principe; per smaltire i rifiuti; credo però, che si possa scegliere, la più pratica. La più pratica, a mio avviso, è proprio l’incenerimento; specie se come nel caso dei termovalorizzatori, può essere sfruttato per, produrre energia elettrica, e quindi contribuire, ad abbassare, la bolletta energetica del Paese. D’altra parte; siamo un Paese, dove, non ci sta bene nulla, per definizione. Es. Le discariche? non le vogliamo, perché puzzano, e c’è il pericolo dell’inquinamento delle falde acquifere; la raccolta differenziata? Troppo complicata, e per noi troppo onerosa “culturalmente”. Insomma, se non vogliamo, le discariche; se non ci va di perdere tempo, dietro la raccolta differenziata, quale può essere soluzione migliore, di bruciare e allo stesso tempo ricavare energia dai rifiuti?

Contrari:

  • Sono contraria! Innanzitutto non chiamiamoli termovalorizzatori che è un nome fuorviante, ma diciamo cosa sono: inceneritori. Le polveri che producono sono nocive! Già  inquiniamo abbastanza con gli scarichi di città  e industriali! Ritengo che se si applicassero in tutta Italia incentivi economici alla raccolta differenziata dei rifiuti come avviene in qualche centro virtuoso il volume dei rifiuti prodotti scenderebbe drasticamente e in quel caso se ne potrebbe ricavare energia attraverso impianti di biogas. Manca una legislazione organica sui rifiuti, basti pensare alla tassa sui rifiuti che si paga in base ai metri quadri! Pura follia! Invece ribadisco che ci sono comuni dove ogni famiglia ha un codice a barre e passano a prendere i rifiuti sotto casa e si paga la tassa solo su ciò che non si è riuscito a riciclare. Con l’incentivo economico la raccolta differenziata non sarebbe una fissa di pochi.
  • Per quanto riguarda il tema del “thread” devo dire che il guadagno che si ottiene dalla produzione di energia elettrica bruciando rifiuti è nettamente inferiore al costo di gestione dell’impianto. Il recupero energetico viene effettuato scaldando del vapore, che alimenta delle turbine che producono elettricità . I rifiuti non sono un buon combustibile per la produzione di elettricità , perché avendo un basso potere calorifico lavorano a temperature molto inferiori rispetto alle centrali a combustibili fossili, producendo quindi vapore a pressione relativamente bassa e conseguentemente poca elettricità  . L’efficienza energetica di un termovalorizzatore è variabile tra il 19 e il 27% se si recupera solo l’energia elettrica.
    Senza i sussidi di Stato i termovalorizzatori sarebbero una tecnologia morta. Molti dicono che alcuni rifiuti non si possono riciclare e quindi è necessario bruciarli perché altrimenti finirebbero in discarica. Tutto vero, però anche gli inceneritori producono ceneri che devono essere stoccate nelle discariche, inceneritori o no c’è sempre bisogno delle discariche. Estrazione delle scorie “” Le componenti dei rifiuti che resistono alla combustione (circa il 10% del volume totale ed il 30% in peso, rispetto al rifiuto in ingresso) vengono raccolte in una vasca piena d’acqua posta a valle dell’ultima griglia. Le scorie, raffreddate in questo modo, sono quindi estratte e smaltite in discarica. Separando preventivamente gli inerti dalla frazione combustibile si ottiene un abbattimento della produzione di scorie.
  • Ecco dici bene, il compost … in alcune aziende vinicole, californiane e australiane “l’umido” dei ristoranti, mense, viene prelevato e utilizzato dalle stesse, recentemente ho postato un video su una comunità  presso Pavia, granaria, dove si vede che se si “evacua” in un certo modo, anche la “cacca” con la segatura diventano un concime di ottime qualità  e non puzza! Ho fatto questo esempio hard per dire che se si vuole fare qualcosa dobbiamo adottare uno stile di vita diverso e non dobbiamo per forza risiedere in isole felicemente ecologiche … Ci dobbiamo rendere conto che qualsiasi produzione di CO2 si va a sommare, quindi anche nel piccolo: non bruciare stoppie e potature, ma farne compost per fare un esempio, se ancora per forza di cose abbiamo bisogno di spostarci con le macchine, viaggiare in aereo e nave, produrre energia bruciando carbone e olio, cerchiamo almeno di limitare i danni e magari bloccare la crescita del volume di emissioni sarebbe già  tanto. Ma avete visto in Cina che cosa respireranno gli atleti sotto sforzo?

Firmato: il direttivo.

Nessun commento »

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Leave a comment

You must be logged in to post a comment.