Ponente Varazzino


27 Apr 2018

“Dal legno alla vetroresina” i segreti di un’antica tradizione in mostra a Marina di Varazze

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Varazze, agg. il 29.04.2018.                                 Home page

Dal legno alla vetroresina” i segreti di un’antica tradizione in mostra a Marina di Varazze

Come si costruisce una barca: la mostra “Dal legno alla vetroresina” di Varazze svela i segreti di un’antica tradizione.

Dal 28 Aprile al 1° Maggio 2018, in Marina di Varazze, si tiene la mostra “Dal legno alla vetroresina – Tecniche di costruzione delle imbarcazioni“, organizzata dal Museo del Mare e personalmente curata dal presidente Lorenzo Bolla insieme al maestro d’ascia Rocco Bruzzone. Un omaggio alla gloriosa tradizione marinara e alle storiche professioni legate alla cantieristica navale.

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Attenzione particolare è riservata ai visitatori più giovani che avranno così occasione di apprendere tutte le fasi di lavorazione, molte delle quali nate in tempi lontani e poco mutate nel tempo: dalla scelta dei legni, una volta proprio appannaggio dei maestri d’ascia così come le tecniche per sagomare e dare al legno la forma desiderata, fino alle moderne procedure per la posa della vetroresina, oggi addirittura robotizzate.

I visitatori possono toccare con mano e, in alcuni casi, cimentarsi al lavoro con attrezzi, modelli, stampi fino ad ammirare il prodotto finito grazie a una barca in dimensioni reali che sarà esposta per l’occasione. Guida d’eccezione Rocco Bruzzone, tra gli ultimi maestri d’ascia rimasti, oggi custode di un sapere straordinario fondamentale da mantenere intatto e da trasmettere alle nuove generazioni.

Disponibile anche un supporto video che illustra l’evoluzione tecnologica delle moderne lavorazioni, portandoci così fino ai giorni nostri.

La mostra, aperta dalle 10.00 alle 19.00, è realizzata con il supporto del Comune di Varazze e dell’Associazione Pesca Sportiva di Varazze.

L’antico sapere del maestro d’ascia Rocco Bruzzone.

«Nel raccontare l’obiettivo della mostra, Rocco Bruzzone scruta i ‘suoi’ legni con occhi speciali. Perlustra i modellini mostrando i dettagli più raffinati, come quell’effetto che solo certi materiali stagionati e pitturati a pennello possono regalare. “Iniziai a 15 anni in un piccolo cantiere dove ricoprii praticamente ogni ruolo.

La marineria e la cantieristica navale rappresentavano una risorsa economica per l’intero territorio, coinvolgendo aree apparentemente insospettabili: Sassello, solo per citare un esempio, forniva chiodature e ferrature, e i varazzini ricambiavano con forniture di acciughe. Poi la frenesia nautica scemò e Varazze si convertì al turismo. Forte di un microclima ideale, diventò una delle località balneari preferite dalla borghesia ligure, piemontese e lombarda e i cantieri lasciarono il passo ai bagni. Il lavoro calò. Mi imbarcai sul Cacciatorpediniere San Marco dove lavorai come cambusiere, un’esperienza da cui imparai davvero molto. Sul mare e sugli uomini. Una volta rientrato ripresi a lavorare a pieno ritmo per un’industria a supporto dei cantieri navali Mostes e poi per le realtà più note della Liguria. Tra le maggiori soddisfazioni: la costruzione di una goletta di dodici metri nel ’64, e, più di recente, il restauro della storica Pandora, fedele riproduzione di un postale dell’Ottocento.

“Non è un mistero che da queste parti la nautica sia una questione da prendere sul serio. L’arte del navigare, la marineria e tutti i suoi segreti millenari sono incisi nel DNA degli abitanti di questo antico borgo. Grazie alle vicine foreste del Monte Beigua che garantivano l’approvvigionamento del legno, in epoca romana Varazze era già un importante centro cantieristico ed era conosciuta come Ad Navalia. Lo stesso antico nome di Varazze, Varagine, significa letteralmente “luogo del varo”. Secoli dopo, e per tutto l’Ottocento, nella zona si contavano decine tra cantieri, officine e laboratori in cui si produceva tutto, dalle ancore ai chiodi, dalle vele al sartiame. Sede dei famosi cantieri Baglietto, a Varazze c’era modo di apprendere ogni segreto della lavorazione e contribuire alla realizzazione di barche che hanno reso famose nel mondo le nostre capacità artigianali e ingegneristiche in questo campo”.

Anche oggi, dopo tanti anni di attività professionale, la passione per il mare è un brillante motore che spinge Rocco Bruzzone a tener viva una ricchissima tradizione: “Dedico molto tempo alla cura della mia lancia del’58 e poi il Museo del Mare, aperto in Marina di Varazze dal 2009, le mostre in giro per la Liguria e, non da ultimo, un aiuto, quando posso, a chi si dedica con entusiasmo alle tradizioni della nostra Varazze, con gli allestimenti per la Festa di Santa Caterina, nostra patrona, il 30 Aprile, e la festa del Cundigiun, istituita più recentemente e dedicata all’enogastronomia del territorio.”»

Fonte: Marina di Varazze

Esposizione dedicata al ricordo dell’impresa compiuta da Lanzarotto Malocello, navigatore ed esploratore varazzino, riscopritore di Lanzarote e delle Isole Canarie, inserita nel calendario degli eventi che il locale associazionismo organizzerà nell’arco dell’anno, per concludersi sabato 22 settembre 2018 con il “Lanzarottus Day“, cerimonia ufficiale di commemorazione istituita a Varazze nel 2012.
Nel corso della commemorazione saranno citati e ringraziati tutti coloro, che a vario titolo, hanno aderito e sostenuto il progetto di informazione e divulgazione di questa importante iniziativa, coordinata dall’Assessorato alla Cultura e dal “Gruppo ANMI Varazze” attraverso il Comitato Lanzarotto Malocello Varazze.
Al Maestro d’Ascia Rocco Bruzzone il 22 settembre sarà consegnato un attestato di partecipazione, appositamente realizzato in collaborazione con la Giunta Comunale.

Comitato Lanzarotto Malocello Varazze
Calendario eventi – Lanzarottus Day 2018” dinamico, che si concluderà sabato 22 settembre con la cerimonia ufficiale di ricordo e commemorazione, istituita a Varazze nel 2012: …  Versione aggiornata in pdf scaricabile … >> 

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